Daniel Ricciardo, la bellezza della grandezza

daniel ricciardo

Sulle colline delle Ardenne, all’università del Motorsport, Facoltà di Formula Uno, dove negli ultimi 20 anni hanno vinto solo campioni del mondo (eccezioni David Coulthard 1999 e Felipe Massa 2008) lo studente siculo-calabro-australiano Daniel Ricciardo si è laureato “Grande” sotto gli occhi commossi di mamma Graziella arrivata a Spa-Francorchamps da Perth dov’è rimasto il padre Giuseppe (originario di Ficarra). Seconda vittoria consecutiva, terza stagionale. Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo, l’anno scorso dominatore della gara, quinto oggi al traguardo con 52”1, è stato costretto ad abdicare definitivamente.

Secondo dopo quattro giri dell’infuocato inizio gara, primo all’11mo e primo al traguardo dopo 44 giri e 308,052 chilometri con una intelligente strategia del muretto che come in Ungheria lo ha portato al successo. Una cavalcata indisturbata che ha esaltato le doti del pilota australiano in grado di gestire le gomme come pochi oggi sanno fare. Lasciando agli altri il compito di sgomitare per conquistare i posti dal secondo in giù.

Nel giorno del trionfo replicato della Red Bull la Mercedes si è trovata dentro una tempesta perfetta di gestione dei piloti, fin oggi colpevolmente non definita, della quale non può essere ritenuto colpevole Nico Rosberg. Il quale non può essere imputato di premeditazione ma solo di eccesso di agonismo per il sorpasso al secondo giro che avrebbe potuto togliere di gara entrambi le monoposto di Stoccarda. Il contatto che ha provocato la foratura della posteriore sinistra di Hamilton (togliendolo in pratica di gara, ritiro a 5 giri dalla conclusione dopo una penosa esibizione nelle retrovie) e la rottura di parte dell’ala della monoposto del tedesco ha di fatto penalizzato anche Rosberg, il quale è stato costretto ad un pit stop in più (tre), il primo dei quali più lungo degli altri per sostituire la parte anteriore, ed arrivato al traguardo secondo con 3”3 di distacco.

A proposito dell’incidente tra le Mercedes la direzione di gara è brillata per sottovalutazione dello stato di pericolo a causa dei detriti rimasti sul circuito come ha dimostrato il pezzo di gomma che si è impigliato nell’antenna radio della Mercedes di Rosberg che ha impedito per diversi giri al  pilota di guidare in tutta sicurezza. La safety car è rimasta inattiva.

La Ferrari può recriminare sul mancato podio di Kimi Raikkonen. Il finlandese, protagonista di una magnifica rinascita sul circuito in cui ha vinto quattro volte, ha dovuto cedere il terzo posto a quattro giri dalla conclusione senza alcuna difesa contro la più veloce Williams di Valtteri Bottas (quarto podio stagionale). Senza difesa anche Fernando Alonso che nei due giri conclusivi ha perso la quinta posizione (ottavo) superato da Vettel, quinto, Magnussen, sesto, e Button, settimo.

SHARE
Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.