Che in F.1 non ci sia un lex scritta che sia veramente “dura lex sed lex” è conoscenza universale. Sicché può capitare che Villeneuve ostacoli Fisichella e non venga neanche rimproverato come uno scolaretto impertinente e dispettoso. Può capitare che Fisichella venga retrocesso sulla griglia di partenza per non avere garantito a Coulthard le migliori condizioni nel giro lanciato dello scozzese. Può capitare che Michael Schumacher subisca un processo alle intenzioni e pur in mancanza di prove certe venga preso per la collottola e sbattuto dalla pole in ultima posizione.
La manovra di Schumi è apparsa se non premeditata almeno improvvisata nel momento in cui la circostanza si è inopinatamente presentata. Anche un campione come lui può commettere l’errore che ha commesso alla Massenet. L’enormità dell’errore è stata tale perché c’erano almeno tre piloti che stavano per concludere giri record e probabilmente la sua posizione in griglia non sarebbe stata la pole ma la quarta posizione in seconda fila. Fatto non trascurabile a Montecarlo.
Non c’era prova del dolo e quindi del danno procurato. La manovra poteva solo essere interpretata per condannare o assolvere. I tre Catone del Principato hanno condannato. Ma perché ci sono volute 8 ore per decidere? C’era solo da guardare il replay e per quante volte abbiano potuto visionarlo 8 ore mi sembrano eccessive.
Dal danno procurato da Schumacher agli altri al danno procurato a Schumacher da altri, ma diversi dai primi. Giustizia è stata fatta?
Ma, per cortesia, non diciamo che Schumi queste cose non le ha mai fatte perché… bla bla bla. Michael in passato ha tentato di danneggiare Damon Hill per non fargli vincere il titolo e a Jerez de la Frontera andò dolosamente contro Jacques Villeneuve per non fare finire la gara al canadese e non fargli conquistare l’alloro iridato.
Bella gara quella del tedesco: dall’ultimo posto al quinto. In un circuito cittadino bello e impossibile, soprattutto assurdo come quello di Montecarlo è un’impresa che vale il successo. Ma perché esaltare questa conquista senza incorniciarla nel suo reale background? La safety car è entrata in pista due volte: prima (30 giri dalla conclusione) per l’arrosto del motore Cosworth della Williams di Mark Webber (che era terzo), poi (due giri dopo) per l’impietosa fumata dell’8 cilindri Mercedes della McLaren di Kimi Raikkonen (che era secondo sugli scarichi di Alonso). Ed ancora: a 27 giri dall’arrivo fuori anche Nico Rosberg, a 22 giri prende mestamente la strada dei box Christian Klien e quando ne mancavano tre, ed era terzo per effetto delle eliminazioni a catena, anche Jarno Trulli è stato appiedato. Michael sarebbe finito fuori dalla zona punti! Senza alcuno scandalo perché a Montecarlo se gli avversari non ci lasciano le penne e la safety car non livella le situazioni hai voglia a suonare il clacson e chiedere il sorpasso!
Ed infine perché magnificare il fatto che Schumi sia riuscito a sdoppiarsi? Se Michael non avesse avuto dietro la Renault di Giancarlo Fisichella poteva stare fresco che Alonso lo lasciava passare (vistosamente come ha fatto). Lo spagnolo ha voluto dare un attesto di simpatia e incoraggiamento al suo sfortunato compagno di squadra e Schumi solo per grazia ricevuta ha potuto cancellare l’infamia del doppiaggio. Che c’è stato sul circuito, dimostrazione di forza devastante della Renault. (ore 09:00)

Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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