Nella mente di Dio.Cosa succederà nelle prossime cinque gare della stagione 2006 della F.1 è solo in mente Dei. Fernando Alonso e Michael Schumacher possono solo avere un vago progetto della cui realizzazione hanno buoni motivi per dubitare. Uno dei due alla fine dovrà cingersi dell’alloro iridato ma dopo quel che è successo nel Gran Premio d’Ungheria dubito che l’uno e l’altro abbiamo certezze assolute di potere prevalere.
Strano e contraddittorio campionato del mondo quello che domenica ha messo in archivio la tredicisima gara. Fino al Gran Premio del Canada un netto dominio di Alonso. Sei vittorie, tre secondi posti, una volta alle spalle del compagno di squadra Fisichella, due proprio del pilota della Ferrari. Il quale da parte sua nel lasso di tempo tra Bharain (12 marzo) e Canada (25 giugno), a parte quelle due (impreviste) vittorie, aveva raggranellato punti per 4 secondi posti, un quarto e un quinto posto con l’aggiunta di un ritiro.
La grand armèe ha, però, dimostrato una volta di più che la sua linea Maginot era perforabile e che il nemico poteva dilagare dentro i suoi confini di dominatrice. Così dal Gran Premio degli Usa a quello di Germania, 2-30 Luglio, dalla linea del Piave (leggi Maranello) è partita la riscossa italiana che ha permesso a Michael Schumacher in tre gare di arrivare a 11 punti dal rivale. In verità per alcuni fatti concomitanti: il decremento della forza prorompente della monoposto francese a fronte d’una ritrovata potenza di quella italiana che ha dato spinta alle velleità di entrambi i piloti; l’entrata in scena di due “belle addormentate” come McLaren Mercedes e Honda che hanno cominciato a fare da terzi incomodi.
Quel che è successo in Ungheria è fuori da questo contesto. Alonso punito con 2 secondi con sicuro arretramento nella griglia di partenza si trasforma da asso pigliattutto in mano a Michael in 2 di coppe alla briscola per la dabbenaggine del tedesco, anch’egli punito con la stessa misura. Il secondo asso pigliatutto in mano a Michael – per l’uscita di gara di Fernando, fino a quel momento incontenibile dominatore del gran premio (dopo 20 minuti partito dalla quindicesima posizione è arrivato in testa e al momento della safety car aveva dato 50 secondi a Jenson Button, il più immediato inseguitore, e più di 1 secondo a Michael Schumacher che “navigava” in posizione di rincalzo – si è trasformato anch’esso in 2 di coppe a briscola perchè il box ha sbagliato le gomme della Ferrari e quando gli altri volavano con i penumatici da asciutto Michael remava faticosamente con quelle intermedie. Conclusione amara: a due giri dalla bandiera a scacchi stremate lo hanno appena portato al box facendogli lasciare una strepitosa seconda posizione.
In Ungheria non è successo niente, per quanto riguarda i duellanti spagnolo e tedesco. Ma è proprio così?
In mente Dei. (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.