Convinzione di Platone: la vera virtù politica è quella del sapiente ov’egli diventi reggitore d’uno Stato. Conclusione di Platone: se i grandi uomini di Stato non possono insegnare la loro virtù ai loro eredi, la virtù non può dirsi insegnabile. La virtù di Prodi, recordman della legislatura più breve nella storia della nostra Repubblica, sembra essere ancora votata alla convinzione che “dopo di lui il diluvio” sicché il Nostro da qui ad Aprile quando andremo a votare è determinato a fare quel che un governante sfiduciato dalla sua maggioranza non dovrebbe fare. Ovvero prendere decisioni politiche che spettano al nuovo governo. La fretta di “regalare” Alitalia ad Air France è figlia della virtù di Prodi. Contro ogni logica, ogni regola morale e politica. Contro soprattutto quella virtù che Mortadella non ha. Già: dopo di lui il diluvio. Ma non basta l’alluvione di guai che in poco più di due anni ha scatenato in ogni settore della vita degli italiani? Dinanzi al tribunale della critica di Platone nel “Gorgia” Prodi soccomberebbe senza neanche un briciolo di alibi.

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