Il mercato italiano dell’auto nel 2007 è diventato la locomotiva d’Europa. In recessione quello tedesco, che rimane l’Eldorado del Vecchio Continente, il mercato italiano con i 2.497.000 unità immatricolate ha creato per se stesso e per gli altri la grande illusione di un’area in cui domanda e offerta sono in grado di fare miracoli. Ora arrivano i segnali che danno la reale consistenza del nostro mercato. In Gennaio la domanda è calata del 7,26%, una flessione significativa che ha fatto attestare le immatricolazioni a quota 232.207 contro le 250.385 di Gennaio 2007. La grande illusione creata dal governo Prodi sta andando in pezzi miseramente. I maggiori fattori di freno della domanda, non solo per le auto, vanno ricercati nella situazione economica delle famiglie, nella situazione economica generale, nella situazione politica con l’aggiunta innanzitutto di una di diffusa insoddisfazione sia degli operatori sia dei consumatori per la formula adottata nel rinnovo degl’incentivi alla rottamazione che prevede un ridimensionamento del bonus e l’inclusione tra le auto rottamabili di un numero molto limitato di veicoli Euro2 (solo quelli immatricolati nel 1996 e non anche i 4 milioni e più immatricolati nel 1997 e nel 1998) ma anche per le misure restrittive alla circolazione prese in alcune grandi città nei confronti delle vetture con motori Diesel Euro4 senza filtro antiparticolato. E su questo argomento si evidenzia uno dei paradossi per i quali il governo Prodi ha brillato intensamente: da un lato le vetture Diesel Euro4 sono ritenute tecnologicamente avanzate in materia ecologica e quindi vengono inserite tra quelle che possono usufruire del bonus, dall’altro vengono escluse dalla circolazione perchè oltre ad essere Euro4 non anche il filtro antiparticolato. L’Italia nega quel che la normativa comunitaria assolve. (ore 9:00)