Non molto tempo fa si disse che era stata avviata un’indagine dell’Antitrust per verificare se le case petrolifere avessero fatto una sorta di accordo sottobanco penalizzando la libera concorrenza. Di quella indagine non si è saputo più nulla.
Quel che sappiamo con certezza è che il prezzo dei carburanti continua a subire aumenti periodici anche quando non c’è neanche uno straccio di alibi perché ciò sia giustificato.
I petrolieri, dopo l’ultimo criticato aumento, hanno detto che se sulla benzina non gravassero tasse, iva, accise e altri vari balzelli un litro di verde costerebbe quanto un litro di acqua minerale. Bersani dovrebbe fare due cose: la prima tassare ragionevolmente i carburanti, la seconda liberalizzare i petrolieri. Due imprese da Superman mentre Pierluigi Bersani è solo un ministro col maniacale pallino delle liberalizzazioni. (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.