Pagata, nel 1999, 36 miliardi di dollari. Ceduta, meglio svenduta, per appena 7,4 miliardi di dollari. E’ la triste conclusione del matrimonio del secolo Daimler-Chrysler, la fine del sogno tedesco-americano di mettere in ginocchio i costruttori asiatici.
Ormai è fatta. Cerberus è il predatore di miss Chrysler, un fondo di private ed equity, che ha finalizzato l’acquisto al salvataggio di quella che fu una delle Big Three di Detroit.
Gli effetti collaterali di questa operazione hanno sconvolto gli equilibri mondiali del settore. Toyota, come si sa, è il nuovo leader mondiale dopo i primi tre mesi del 2007, General Motors scivola al secondo posto, Gruppo Ford al terzo. Renault-Nissan occupano il quarto e Gruppo Volkswagen il quinto. Fin qui nessun sconvolgimento che comincia con la perdita di Daimler-Mercedes del sesto posto e la retrocessione al tredicesimo, dopo BMW-Mini (che smacco!). Salgono Hyundai al sesto posto, Honda al settimo e Gruppo PSA (Peugeot-Citroen) all’ottavo. Rimangono nelle posizioni di prima Suzuki, decima, e Gruppo Fiat, undicesimo ma le ultime performance dovrebbero consentire a Fiat & C di scavalcare i giapponesi. (ore 09:00)

Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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