La Fia si ostina a dimostrarci di non essere in grado di amministrare una giustizia che sia giusta e credibile. Ostinazione superflua perché ci sono tanti precedenti che accreditano un’organizzazione senza idee, approssimativa, finalizzata solo al business e ai giochi di potere. Dopo lo scandaloso pomeriggio parigino sul dossier Ferrari-McLaren, la notte ungherese tra sabato e domenica ha contribuito a ridicolizzare l’organizzazione mondiale dell’automobilismo sportivo che ha deciso di penalizzare Alonso, McLaren e per altri motivi Fisichella.
Ron Dennis può essere anche uno spergiuro ma quando nella sua qualità di capo supremo della scuderia dichiara che Alonso è incolpevole e che l’equivoco sabato pomeriggio nell’ultimo decisivo cambio gomme è stato creato da Hamilton bisogna prenderlo sul serio. Soprattutto sapendo quando egli ami il suo pupillo di colore e quanto gli stia sulle scatole il due volte campione del mondo che pure ha voluto nella sua scuderia pagandolo a peso d’oro. La Fia è voluta andare oltre. Bene. Allora prendi Hamilton e mettilo in pole position, togli da quella Alonso e mettilo al posto di Hamilton, in prima fila. Al limite, questa sarebbe stata una giustizia vera e credibile. Non solleverei obiezioni sulla penalizzazione alla scuderia se non fosse che un team manager dirige la propria organizzazione come meglio crede.
Fisichella, poi? La Renault del romano che arrivava nella curva che immette nel rettilineo dei box per il giro lanciato s’è trovata la Red Bull di Webber che zigzagava per scaldare le gomme. Fisico frena e abortisce il giro mentre arriva la Spyker di Yamamoto che stava concludendo la sua fatica e che a sua volta si trova impedito dall’accorto Fisichella. Punite Webber non Fisichella. Inoltre, Yamamoto meglio dell’1’23″774 che l’ha consegnato all’ultima posizione, rango abituale per le derelitte Spyker che pure hanno lo stesso motore della Ferrari, cosa avrebbe potuto fare?
Riscritto a mezzanotte il copione e riassegnati i ruoli lo spettacolo ha avuto la conclusione annunciata a prevedibile. Anche se Kimi Raikkonen ha tentato di guastare la festa a Lewis Hamilton per se stesso e per Alonso e forse ci sarebbe riuscito se per una volta il box non avesse sbagliato strategia al secondo pit stop dando all’inglese della McLaren il vantaggio che il finlandese non è più riuscito a colmare su un circuito in cui superare è un azzardo.
Campionato concluso? Sì, se teniamo conto dell’impressionante trend di piazzamenti di Hamilton. No, se valutiamo determinanti i caratteri di Alonso, Raikkonen e Massa e le potenzialità della Ferrari. (Ore 09:00)

Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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