Non è sempre vero che la Storia è maestra di vita. Non lo è certamente per Ron Dennis. Nel 2000 aveva in scuderia Mika Hakkinen fresco del bis iridato e David Coulthard buon scudiero del finlandese il quale quell’anno, il 2000, non raggiunse il terzo titolo mondiale perché il patron della McLaren non seppe gestire la rivalità che improvvisamente era sorta tra i due piloti. Si era a metà di quella stagione e Hakkinen a causa di un box di dilettanti ma anche per qualche rottura di troppo si ritrovò davanti il compagno di squadra che ritenne che era arrivato il suo turno. E Dennis lo assecondò, prendendo un abbaglio. Sicché quando si accorse dell’errore era troppo tardi ed Hakkinen lottò contro i mulini a vento anche perché il rivale vero non era Coulthard ma Michael Il Grande che in quel 2000 comnciò la striscia rossa dei 5 successi di seguito con la Ferrari.
La storia si ripete. E Dennis si trova nella merda. Hamilton vale molto di più del Coulthard di allora, non ci sono dubbi, ma coerenza imponeva che avendo preso Alonso due volte campione del mondo come prima guida doveva fare rispettare al suo connazionale matricola le priorità che il rango dello spagnolo imponeva. Anche se le circostanze hanno premiato Hamilton oltre ogni previsione.
Tra Alonso e Hamilton ci sono 7 punti. Se la McLaren saprà finalmente cosa fare a parità di mezzo non ho dubbi che lo spagnolo raggiungerà il terzo titolo iridato. Dipende da Ron Dennis.
Altro discorso per la Ferrari e i suoi due piloti che in Ungheria hanno perso l’ultimo autobus. (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.