Non sono rimasto affatto sorpreso nel leggere stamani sulla solita stampa, cassa di risonanza della Ferrari, che il colpevole dell’errore di valutazione nella scelta delle gomme ieri al Fuji è stato Kimi Raikkonen. Sono semplicemente disgustato. Se “sbagliare è umano” è una convinzione dal valore assoluto, indicare il team come responsabile della madornale gaffe non sarebbe stato un reato di lesa maestà ma attribuire la colpa ai veri colpevoli che avrebbe avuto il pregio dell’onestà mentale.
E’ la stessa stampa che dopo il Gran Premio d’Australia ha salutato Raikkonen come il nuovo Michael Schumacher, salvo smentirsi già una settimana dopo e accusarlo di mancanza di ambientamento, apatia, financo di codardia per essersi lasciato superare da Hamilton a Monza.
Quindi, se la Ferrari non replica al titolo costruttori vinto a tavolino con quello piloti la colpa è di Raikkonen.
E’ vero, il pilota può prendere delle decisioni e dà indicazioni per certe modifiche perché “sente” una determinata pista in modo diverso anche dal compagno di squadra. Ma le strategie globali, gomme comprese, non le stabilisce lui. Ne è solo l’esecutore. Il team decide di farlo partire con poca o molta benzina, con gomme morbide o dure, al pilota il compito di monetizzare al meglio la strategia scelta.
Quindi, ammesso e non concesso, che Kimi avesse preso l’abbaglio guardando nella sua personale sfera di cristallo di una schiarita così determinante da fare asciugare la pista, la Ferrari aveva l’obbligo di “imporgli” le gomme estreme. Paradossale, poi, che Massa si sia fatto fuorviare dalla presunta scelta di Raikkonen. Forse Odino sarà stato un dio potente ma dubito che oggi possa esserlo altrettanto.
Ed ancora. C’era bisogno dell’obbligo, non ricevuto, del direttore di gara per fare la scelta delle “estreme”. Anche uno sprovveduto avrebbe fatto questa scelta. E se è vero che questo obbligo è stato comunicato e imposto a gara partita con la safety car, la Ferrari avendo subìto un danno perché non ha fatto immediato reclamo e chiesto la ripetizione della partenza invece di subire passivamente? Si era appena al secondo giro e fermare tutto e ripartire subito dopo in quelle condizioni non avrebbe cambiato nulla se non ridare legalità ad una partenza viziata da una mancanza di comunicazione che non ha consentito alla Ferrari di assolvere all’obbligo.
Ma, di grazia. Qualcuno sa spiegarmi perchè Raikkonen e Massa sono stati chiamati al box in tre occasioni (due sotto safety car) e non è stato fatto il carico di benzina per arrivare al traguardo? Chi è il colpevole? Forse, e senza forse, il re inglese della F.1 oggi sentirebbe meno sua la corona che di fatto è ancora dell’odiato re spagnolo, quasi spodestato.
Anche questo è avvenuto per colpa di Raikkonen. Non ci sono dubbi! (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.