Tra Bruce McLaren, creatore della omonima scuderia di F.1, e Steve McLaren, ex allenatore della Nazionale di calcio inglese, cacciata dalla Croazia dal campionato europeo, non c’è alcun rapporto di parentela. Sono due “signor Rossi”, omonimi per caso.
Da quest’anno i due cognomi sono anche sinonimo di sconfitta e trattandosi di F.1 e calcio, a causa della presunzione albionica di cui sopra, sono sinonimo di vergogna.
A Ottobre la McLaren, dopo aver in pratica perso vergognosamente il titolo mondiale costruttori per la squallida vicenda legata alla spy story ai danni della Ferrari, ha perso anche il titolo piloti per errori suoi e del pilota, inglese, che con la tipica presunzione dei suoi connazionali si riteneva già campione del mondo con l’anticipo che gli derivava da un calcolo matematico poi rivelatosi sbagliato. Si è svegliato in Brasile con Kimi Raikkonen erede di Fernando Alonso. McLaren sconfitta due volte, anzi tre se mettiamo nel conto anche la miserevole sceneggiata andata in onda a Londra nel tentativo di ribaltare il responso di Interlagos.
Steve McLaren ha fatto naufragare una barca di giocatori che nei loro club sono campioni a 18 carati ma arrivati in nazionale sono ombre indefinite al punto da prendere in casa 3 gol dalla Croazia.
McLaren, ovvero (come diceva un abusato slogan pubblicitario) un nome, una marca, una garanzia. Di fallimento! (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.