Subaru e Toyota. Due grandi costruttori distanti dal punto di vista tecnico e di pensiero. Da dove partire per realizzare un auto “comune” che potesse esprimere le caratteristiche di ognuno? Subaru stava già lavorando sul progetto di un nuovo coupé sportivo quando Toyota chiese lo sviluppo di un progetto simile. Era il 2006.
In Subaru si sentì la necessità di mettere in cantiere un progetto di vettura sportiva con un baricentro molto basso. La scelta cadde sul concetto prima ancora che sul progetto: realizzare una vettura piacevole da guidare, in grado di dare sensazioni di presenza sulla strada molto forti. Una vettura con le masse più vicino possibile al terreno garantisce delle sensazioni di padronanza e di performance molto evidenti, da supercar. La logica tecnica suggeriva di utilizzare il motore boxer come propulsore. Si cominciò a realizzare un prototipo su base Legacy accorciato. Quasi contemporaneamente arrivò la richiesta di Toyota per realizzare un coupé sportivo con motore anteriore e trazione posteriore dotato di motore boxer.
Subaru si assunse l’onere di sviluppare il progetto utilizzando la piattaforma di base, il motore, la trasmissione, le sospensioni e i vari sistemi di bordo, modificati, ma derivati dalla sua produzione. I tecnici Subaru svilupparono il progetto e quelli Toyota ne seguirono l’evoluzione in linea con gli standard produttivi delle due fabbriche. I risultati sono stati BRZ per Subaru e GT-86 per Toyota. Due auto identiche, frutto dell’alleanza tra le Case, disponibili in un solo allestimento e identiche anche nel prezzo: 29.900 euro.
Il baricentro basso della vettura, punto di partenza per un’auto sportiva, definiva automaticamente anche altri punti cardine dell’architettura come le sospensioni, il telaio e la trasmissione. Subaru BRZ si presenta quindi con un propulsore boxer posizionato particolarmente in basso, al punto che una trasmissione integrale non poteva essere utilizzata, con una trazione posteriore ed un telaio che assicura il massimo sfruttamento di questa architettura. Tanto per avere un’idea, va detto che il motore è quasi orizzontale rispetto alla trasmissione e che l’altezza dell’albero motore è più o meno posizionata a quella della caviglia di un uomo posto a fianco della ruota.
La sigla BRZ sta per “Boxer engine” (motore boxer), “Rearwheel drive” (trazione posteriore) e “Zenith”. Per la prima volta i concetti tipici della guida Subaru si adattano ad una vettura a trazione posteriore. Grazie all’abbinamento del quattro cilindri boxer, arretrato e abbassato rispetto all’Impreza, a un baricentro estremamente basso, soli 46 cm da terra, si ottiene una ripartizione particolarmente equilibrata dei pesi: a sedili anteriori occupati il 53% del peso grava sull’avantreno.
Il motore aspirato di 2 litri deriva dalla terza generazione di boxer lanciata nel 2011 ma si distingue nettamente dal propulsore a benzina di Impreza e XV. La principale differenza sta nel fatto che è stato pensato per un uso molto più sportivo e quindi con una maggiore propensione verso i regimi di giri più elevati per incrementare la potenza specifica. Inoltre, per la prima volta in un motore a benzina Subaru, il carburante viene iniettato direttamente nelle camere di combustione e, per ridurre l’ingombro in altezza al fine di abbassare ulteriormente il baricentro, il motore è stato dotato di una coppa dell’olio ancora più piatta e di collettori di aspirazione e scarico modificati.
Grazie a questi accorgimenti è stato possibile ricavare una potenza specifica di 100 cv/l. La potenza massima di 200 cv viene raggiunta a 7.000 giri/min e la coppia massima di 205 Nm è disponibile a 6.400 giri/min. Grazie al telaio con un elevato utilizzo di acciai speciali ad alta resistenza, il coupé è particolarmente leggero, solo 1.230 kg. Fattore che influisce positivamente anche nelle prestazioni: velocità massima di circa 230 km/h, accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi circa nella versione con cambio manuale a 6 rapporti (come optional è disponibile l’automatico 6 marce).
Se non si è soddisfatti dai dati tecnici e dalle prestazioni, il generatore di suono interviene per dare quel tocco in più. Il generatore di suono è un dispositivo che enfatizza il suono d’aspirazione. Il suono d’aspirazione prodotto è direttamente proporzionale all’azionamento dell’acceleratore e varia quindi in base a come il conducente esercita pressione sul pedale dell’acceleratore. Il suono amplificato è immesso nell’abitacolo attraverso un condotto che lo convoglia direttamente agli occupanti: una sorta di dolby surround per una sportiva dal prezzo molto contenuto e un’aggressività latente pronta a essere sprigionata.

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