Unica nel panorama motociclistico internazionale, Suzuki è rimasta la sola casa a proporre ancora sul mercato una quattro cilindri supersportiva nella classe 750 cc.
Un tempo incarnazione delle race-replica più pure, le settemmezzo nel tempo sono state schiacciate dalla crescita dei segmenti adiacenti – 600 da una parte e 1.000 dall’altra – fin quasi a scomparire e solo la casa di Hamamatsu ha mantenuto in listino la sua GSX-R 750.
Nata nell’ormai lontano 1985 come replica fedele delle moto ufficiali che militavano nel campionato endurance, la Suzuki GSX-R 750 ha attraversato questi 23 anni di storia motociclistica aggiornandosi costantemente per mantenere ben salda la sua posizione al vertice del segmento. Persino adesso che si ritrova da sola a tenere alta la bandiera della categoria, i tecnici giapponesi la migliorano di anno in anno facendone un concentrato di tecnologia e prestazioni di altissimo livello.
Equipaggiata con un quattro cilindri in linea da 749 cc, frutto di continui affinamenti e cure maniacali sotto il profilo della leggerezza e della scelta dei materiali, la GSX-R versione 2008 presenta una sofisticata gestione elettronica del propulsore affidata ad una centralina digitale che utilizza un processore a 32 bit e dispone di ben 1024 kilobyte di memoria. Questo, come avviene su altri modelli Suzuki, consente al pilota di poter scegliere fra tre differenti mappature, in maniera da poter personalizzare l’erogazione del motore in base alle condizioni ambientali ed al suo stile di guida.
Al resto pensano il telaio realizzato mediante saldatura di cinque sezioni fuse in lega d’alluminio, per ottimizzare la rigidità torsionale di ciascun segmento, ed un parco sospensioni che rappresentano lo stato dell’arte della tecnologia Showa. All’avantreno troviamo infatti una forcella a steli rovesciati da 41 mm di diametro regolabile nel precarico molla e nello smorzamento idraulico, con registri separati per le alte e basse velocità di compressione; mentre al retrotreno lavora un monoammortizzatore anch’esso dotato di regolazioni esterne per il precarico, lo smorzamento del ritorno e la compressione alle alte e basse velocità, con un’escursione utile della ruota di 130 mm.
Non mancano ovviamente neppure i freni radiali con dischi flottanti da 310 mm e pinze Tokico a quattro  pistoncini contrapposti con diametro differenziato per equalizzare l’usura delle pastiglie, mentre la nuova pompa secondaria a montaggio radiale da 17 mm (rispetto ai precedenti 19,05 mm) ed i nuovi condotti di piccolo diametro e a bassa espansione migliorano le prestazioni in frenata aumentando il feeling del pilota sulla leva.
Non stupisce, su una moto figlia delle competizioni in circuito come questa GSX-R 750, trovare anche equipaggiamenti specificamente dedicati all’impiego racing del mezzo, come le pedane regolabili, l’ammortizzatore di sterzo a controllo elettronico, la frizione antisaltellamento e l’indicatore del regime di cambiata a le

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