KTM 690 Duke

KTM 690 Duke

L’erede della Duke, presentata per la prima volta al Salone di Milano nel 1993, abbandona praticamente ogni ascendenza off-road e sposa definitivamente la filosofia naked.
Iniziamo subito col dire che di monocilindriche capaci di superare i 200 km/h in giro ce ne sono davvero poche e, se la KTM Duke è in grado di ottenere prestazioni del genere, il merito è tutto di quella piccola meraviglia che porta il nome di LC4 690.
Portato al debutto lo scorso anno dalla Supermoto, il monocilindrico da 654 cc che equipaggia questa Duke 690 adotta un differente profilo delle camme ed un inedito impianto di scarico in acciaio inox con il silenziatore posto sotto il motore; grazie a questi accorgimenti, la casa austriaca dichiara 1,3 cv in più del suo precursore, con una potenza massima di ben 65,3 cv raggiunti a quota 7.500 giri/minuto a fronte di una coppia massima di 67 Nm erogati a 5.500 giri/minuto.
Con un peso a secco di 148,5 kg non è difficile immaginare quello di cui è capace questa toy-bike; quello che impressiona, invece, è l’estrema naturalezza con cui la 690 Duke si destreggia in ogni frangente: dalla più tormentata strada di montagna, ai cordoli rossi e bianchi di un kartodromo, senza disdegnare neppure i trasferimenti autostradali. Merito di questa flessibilità, va in parte ascritto alla possibilità di selezionare tre differenti mappature per la centralina elettronica di gestione del motore: a quella standard si affiancano infatti un programma più aggressivo che massimizza la rapidità di risposta ai comandi dell’acceleratore ed uno più soft che riduce le prestazioni di circa il 30% consentendo di affrontare in tutta serenità anche le condizioni climatiche più impegnative.
Meno amichevoli, ma straordinariamente efficaci, si rivelano freni e sospensioni. Dominato dall’esuberanza del disco anteriore da 320 mm di diametro con pompa e pinza radiale Brembo a quattro pistoncini, il comparto freni consente decelerazioni mozzafiato, in grado di evolvere in funambolici stoppies quando le condizioni del fondo stradale lo consentono; ma tanta potenza paga lo scotto di una modulabilità perfettibile, che su fondi a scarsa aderenza richiede qualche attenzione in più per evitare di trovarsi con la ruota anteriore bloccata.
Stesso discorso vale per le sospensioni – forcella regolabile WP con steli rovesciati da 48 mm di diametro e monoammortizzatore regolabile, sempre WP, con articolazione mediante leveraggi progressivi in luogo del classico sistema PDS adottato da tutte le altre KTM – con taratura di serie improntata sul rigido ed escursione ridotta, che premiano da un lato la guida d’attacco, ma penalizzano la capacità di assorbimento in presenza di manti stradali imperfetti.
Dettagli, comunque, che nulla tolgono al piacere di guida che questa Duke 690 sa regalare a piene mani.

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