Torino – Suzuki e il motocross, un legame inscindibile frutto di impegno costante, evoluzione e sperimentazione sui campi gara, come testimoniato dai continui aggiornamenti della gamma 4 tempi RM-Z, nelle versioni 450 e 250 cc. Dopo essere state elette moto da cross dell’anno 2013 dalla testata giornalistica americana Motocross Transworld, le nuove RM-Z 450 ed RM-Z 250 M.Y. 2014 nascono proprio dalla ricerca del continuo perfezionamento di due modelli già vincenti, come testimoniato dal successo in gara ottenuto nell’Ama Supercross 2013 da James “Bubba” o dalla competitività nel Mondiale MX1 evidenziata da Clement Desalle. Modelli che hanno rispettato le aspettative del pubblico più appassionato ed esigente, ma che proprio in quest’ottica puntano ad un ulteriore affinamento delle prestazioni per confermarsi la scelta vincente sui campi gara.
Nessuno stravolgimento ma diversi affinamenti capaci di sottolineare le prestazioni in termini di tempi sul giro, qualità dinamiche e affidabilità della meccanica.
Nel dettaglio, la nuova Suzuki RM-Z 450 adotta il compatto propulsore monocilindrico 4 tempi da 449 cc, dotato di distribuzione bialbero Doch con 4 valvole in titanio. Confermato il sistema di iniettore a 12 fori per la migliore nebulizzazione del carburante, mentre è nuovo il software della centralina di accensione Ecm sviluppato per ottenere le massime performance allo start. Invariata la possibilità di intervenire sulla carburazione grazie ai due connettori posti dietro al radiatore sinistro, con il vantaggio di poter  smagrire o arricchire la portata di carburante rispetto alla configurazione di partenza per ottenere le massime prestazioni dal motore nelle più disparate situazioni di guida.
Aggiornamenti anche per la ciclistica: il telaio a travi parallele in alluminio conferma il profilo rastremato della seduta offerta al pilota,  con l’obiettivo di coniugare agilità e sensibilità di guida a doti di elevata stabilità. La sospensione posteriore Showa, completamente regolabile anche nelle tarature alle alte e basse velocità, offre ben 310 mm di escursione alla ruota, per garantire la migliore trazione in ogni condizione di impiego. Modifiche al setting della forcella, a steli rovesciati da 48 mm che rappresenta l’evoluzione della nuova serie Showa SFF, con funzioni idrauliche nello stelo sinistro e meccaniche in quello destro. Nuovo, infine, il silenziatore di scarico, che vanta ora punti di unione imbullonati in luogo dei classici rivetti.
La nuova Suzuki RM-Z 250 M.Y. 2014 propone anch’essa diversi aggiornamenti. Sulla falsariga di quanto sviluppato per la RM-Z 450, anche la “duemmezzo” vanta un nuovo software per la centralina Ecm per agevolare le performance allo start e due connettori per il settaggio della carburazione. Il compatto monocilindrico da 249 cm³, con distribuzione bialbero Doch, vanta il pistone realizzato tramite tecnologia di analisi Fem (Finite element method) derivata direttamente dalle corse, e trova conferma il rivestimento del cilindro in alluminio denominato Scem (Suzuki composite electrochemical material) che garantisce affidabilità, leggerezza e un ottimale scambio termico. Grazie alla rivisitazione della trasmissione, il cambio a 5 velocità propone ora passaggi di marcia più rapidi e precisi.
Il telaio a travi parallele in alluminio conserva la conformazione snella e compatta, con i supporti delle pedane studiati per prevenire accumuli di fango. La forcella Showa Sff da 48 mm con funzione separata, oltre ad un vantaggio in termini di peso, garantisce il minor attrito tra le parti in movimento e pertanto miglior assorbimento sulle buche. Invariata la completa possibilità di regolazione delle sospensioni, così come la dotazione di serie prettamente orientata all’impiego agonistico e condivisa con la sorella da 450 cc: cerchi Excel in alluminio, manubrio Renthal “Fatbar” anch’esso in lega leggera e il grip garantito dall’antiscivolo della sella sono solo alcune delle finiture che sottolineano l’anima racing della nuova serie RM-Z. Come per la versione 450, è nuovo anche il silenziatore di scarico, che propone ora l’assemblaggio tramite bulloni convenzionali al posto dei rivetti.