Suzuki V-Strom 1000, il design affascina

Suzuki V-Strom 1000, il design affascina

Tokio – <<Vorrei davvero che tutti voi toccaste e provaste la nuova V-Strom 1000, perché non basta guardarla attraverso delle semplici immagini per poterla apprezzare davvero. Penso che sarà proprio valsa la pena attenderla>>.
Queste parole del capo designer Murakami, sintetizzano l’aspettativa dei tecnici Suzuki che hanno lavorato al progetto, circa il riscontro degli appassionati sul risultato del loro lavoro. Un impegno gravoso, reso necessario dalla volontà di coniugare nella nuova sport enduro tourer di Suzuki le caratteristiche di comfort e praticità, indispensabili su questa tipologia di moto, con una dinamica rivolta alla massima agilità.
<<Le moto Touring sono divertenti e facili da guidare, una volta in movimento. Tuttavia, a un primo sguardo potrebbero sembrare troppo grandi e poco maneggevoli, intimorendo il cliente ancora prima di salire in sella. La nuova V-Strom è maneggevole e manovrabile>>, ha aggiunto Murakami.
Queste dichiarazioni chiariscono immediatamente il concetto ispiratore delle forme della nuova V-Strom 1000: una moto che punta su maneggevolezza e facilità di guida come punti cardine, espressione di un modello che al design fortemente distintivo vuole abbinare un piacere di guida fino a oggi sconosciuto nel settore. Ma come si coniugano tutte queste esigenze? Come si miscelano caratteristiche di praticità, comfort, divertimento e prestazioni? Anzitutto partendo da una base solida, ovvero il V-Twin da 1000 cc: il propulsore,  già noto per le sue performance e la trattabilità a ogni regime, è stato oggetto di uno step evolutivo importante finalizzato a sottolinearne le caratteristiche, sincronizzando le rinnovate prestazioni con una gestione elettronica innovativa. Attorno al profilo snello del bicilindrico, il lavoro si è concentrato sullo sviluppo di un design esclusivo, capace di sollecitare all’osservatore una risposta emotiva ma che nel contempo fosse anche funzionale.
<<Abbiamo snellito la parte dove la sella e il serbatoio si incontrano; abbiamo inserito delle sezioni in plastica nera intorno al serbatoio con l’obiettivo di avere un look più compatto. Ora toccare con i piedi a terra è molto più semplice, così come alzare la moto dal cavalletto laterale. Inoltre le ruote a dieci raggi in alluminio sono un altro esempio di espressione di agilità>>, ha detto Murakami il quale non nasconde che il design prende spunto dalle forme  avventurose della DR-Z degli anni ’80, la moto con la quale l’ex campione del mondo di motocross Gaston Rahier partecipò alla Parigi-Dakar del 1988, e che successivamente ispirò la mitica DR-Big. La reinterpretazione in chiave moderna ha tenuto pertanto conto dei tratti distintivi di quella moto: a cominciare dal “becco” frontale, poi divenuto elemento comune anche per altri marchi motociclistici, si è posto l’accento su forme audaci e non scontate, con una attenzione al dettaglio e alle finiture plasmate attorno alle aspettative dei motociclisti più esigenti.
<<Ho visitato personalmente l’Europa molte volte durante  le interviste ai clienti, disegnando migliaia di bozzetti. I clienti di questa tipologia di moto sono piloti esperti che conoscono molto bene le moto che guidano>>, ha concluso Murakami.

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