Dopo la mastodontica Rocket III, Triumph stupisce con un’altra maxicruiser che fa dell’originalità la sua carta vincente: battezzata Thunderbird – come la mitica Triumph guidata da Marlon Brando nel film “Il Selvaggio” – fa segnare l’esordio di un bicilindrico in linea frontemarcia su una moto di questa tipologia.
Meccanicamente una evoluzione del propulsore che equipaggia la Bonneville, questo nuovo bicilindrico da 1.596 cc condivide con la più piccola progenitrice tanto l’architettura di base, quanto alcune scelte tecniche, come il manovellismo a 270 gradi e la distribuzione a quattro valvole per cilindro con doppio asse a camme in testa comandato da una catena disposta in posizione centrale. Analoga anche la forma dei grossi carter motore cromati dalla caratteristica foggia triangolare. Differente, invece, la scelta adottata per la trasmissione finale che, nel caso della T-Bird, ricorre ad una classica cinghia dentata posizionata sul lato destro, come avviene sulle Harley-Davidson.
A tal proposito va subito detto che la Thunderbird 1600 ha il grosso pregio di rappresentare davvero una proposta unica ed originale in un panorama custom-cruiser fatto per la stragrande maggioranza di cloni più o meno riusciti delle moto di Milwaukee. Merito sicuramente dell’insolito propulsore, ma anche di un insieme di scelte tecniche ed estetiche, personali e ben riuscite, che danno luogo ad una moto dalla personalità davvero gradevole.
Classico, come invece tradizione vuole, il telaio a doppia culla in acciaio con interasse di ben 1.637 mm. Molto belle le ruote in lega di alluminio, entrambe da 17” con anteriore gommato 120/70 e posteriore riempito da una opulenta 200/50. Tutte Showa le unità ammortizzanti, con forcella anteriore tradizionale con steli da 47 mm ed una coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico su cinque posizioni a guidare il forcellone in acciaio al retrotreno.
Ottima la frenata, affidata ad un tris di dischi da 310 mm di diametro con pinze anteriori Nissin a quattro pistoncini e posteriore Brembo a doppio pistoncino, perfettamente in grado di decelerare senza problemi gli oltre 300 kg della T-Bird 1600.
Vasta la lista degli optional e dei componenti after-market proposti dalla casa, tra cui spicca sicuramente il kit originale di maggiorazione della cilindrata, in grado di portare la cubatura a 104 pollici cubi, equivalenti a 1.700 cc. L’ABS è offerto a richiesta.
La commercializzazione della Triumph Thunderbird 1600 è prevista nel corso del 2009, mentre il prezzo – non ancora comunicato, ma annunciato come competitivo – dovrebbe collocarsi a metà strada tra quello della Speedmaster e quello della Rocket III. (ore 10:00)

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