Honda, nel corso della sua lunga e gloriosa storia, vanta la paternità di numerose moto eclettiche e poliedriche, alcune delle quali si sono rivelate vere e proprie pietre miliari nel panorama motociclistico degli ultimi cinquant’anni.
La VF 400 F, la VT 500 E, nonché le varie serie CBX sono solo alcuni esempi ancora vividi nel cuore degli appassionati di questo marchio. In questo filone di moto “totali” si va ad inserire la nuova CBF 1000: una moto matura e completa che fa della versatilità la sua arma vincente.
Sviluppata secondo la medesima filosofia della sorella minore CBF 600, questa versione da 1000 cc è mossa dal motore che equipaggia la CBR 1000 RR, opportunamente riveduto e corretto nel sistema di alimentazione e nell’elettronica di gestione fino ad erogare 98 cv ad 8.000 giri/minuto e 9,5 kgm a soli 6.500 giri/minuto. Due dati che la dicono lunga sulla linearità e sulla pastosità di questo propulsore, perfettamente a suo agio nella marcia in surplace nel traffico cittadino, ma pronto a riprendere con prontezza da ogni regime senza mai accennare a strappi o sussulti di ogni genere.
In sella alla CBF 1000, infatti, si ha la sensazione di camminare sul velluto; coccolati dall’abbondanza di coppia – massiccia già a partire dai 3.000 giri/minuto – si riesce a fare tutto senza mai dover ricorrere all’uso del cambio, che, all’occorrenza, si rivela comunque morbido e preciso. Perfetta per la marcia in coppia, questa Honda offre al passeggero comoda ospitalità su un’ampia porzione di sella, maniglie ben sagomate e pedane correttamente distanziate, ma non trascura neppure il comfort del pilota grazie alle ampie possibilità di regolazione offerte da manubrio e cupolino. Fondamentale il contributo dato dalle sospensioni, che mantengono un buon equilibrio generale in tutte le condizioni di carico. Scontata la propensione al viaggio, anche con lunghi trasferimenti autostradali: la CBF 1000 non stanca mai, mantiene una stabilità imperturbabile anche nei curvoni più veloci affrontati in pieno e regala un grande senso di sicurezza in ogni frangente per merito dell’efficacissimo impianto frenante.
Ottimo già nella configurazione di serie, quest’ultimo arriva addirittura all’eccellenza in caso di abbinamento con il sistema antibloccaggio Abs, come avviene sulla versione ST. In questo allestimento specialmente dedicato al mototurismo, infatti, le misure dei dischi rimangono le medesime (296 mm per gli anteriori e 240 mm per il posteriore), ma le pinze diventano tutte a tre pistoncini per consentire al sistema di frenata combinata (Cbs) di poter ripartire in maniera ottimale la forza tra i due assi.
Lo schema di funzionamento di questo impianto è simile a quello adottato sulla Deauville: ogni volta che si esercita una pressione sul pedale del freno posteriore, tramite una valvola di controllo proporzionale, vengono azionati anche i due pistoncini centrali delle pinze anteriori, mentre i pistoncini esterni delle stesse pinze vengono impiegati solo quando si agisce sulla leva del freno anteriore. Il cuore del sistema Abs è invece rappresentato dalla potente centralina a 16 bit che controlla entrambi gli assi, eseguendo un costante monitoraggio dei sensori ad effetto Hall montati sugli attacchi delle pinze che verificano la velocità di rotazione delle ruote tramite una coppia di anelli ad impulsi collegati ai mozzi. Se si verifica una differenza di rotazione nella velocità relativa delle due ruote, prima ancora che ciò sia percepito dal guidatore, la centralina interviene sul servomodulatore ed evita il bloccaggio del freno avviando una serie di cambiamenti di pressione a microintervalli che consentono una decelerazione regolare, priva di ogni possibilità di slittamento dei pneumatici. Il controllo della frenata diventa così insuperabile anche nelle condizioni più estreme e specialmente in tutte quelle circostanze in cui la sola abilità del pilota può non essere sufficiente.
Completano il quadro le valigie laterali originali marchia

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