A quarantatre anni di distanza dal debutto della leggendaria Trophy T 100 C, l’ultima nata della moderna famiglia Bonneville segna il ritorno della casa inglese alla filosofia scrambler.
Il noto bicilindrico di Hinckley, infatti, è chiamato a spingere duecentoventi chili di pura nostalgia in perfetto stile seventies. Ruote a raggi cromati, soffietti parasteli sulla forcella, indicatori di direzione ogivali, serbatoio bicolore con filetto oro, cuscinetti di protezione per le ginocchia, sella bassa lunga e piatta, collettori di scarico alti e sovrapposti sul fianco destro culminanti con una coppia di silenziatori a bottiglia… tutto, su questa Scrambler 900, appare come una citazione dello stile in voga a cavallo tra gli anni sessanta e settanta.
Di moderno rimane solo il propulsore monoalbero, otto valvole, bicilindrico frontemarcia di 865 cc in grado di erogare 54 cv a 7.000 giri/minuto con un valore di coppia massima di 7 kgm a 5.000 giri/minuto. Numeri che possono apparire obsoleti in un universo dove le battaglie vengono ormai combattute a suon di centinaia di cavalli, ma che, perfettamente in sintonia con il suo aspetto retrò, regalano all’ultima nata sotto l’egida della Union Jack un piacere di guida davvero d’altri tempi. Dolce e pastoso, il motore sale di regime senza irregolarità; raggiunta quota 6.000 giri ha già dato il meglio di sé e, vista la limitatissima propensione all’allungo, piuttosto che insistere, conviene passare al rapporto superiore, coadiuvati da una trasmissione sempre morbida e silenziosa.
Agile ma non fulminea questa Triumph predilige le andature tranquille e le allegre gite fuori porta; non disdegna la città, ma trova il suo naturale complemento nelle dolci curve di una strada di campagna. I fondi dissestati non la impensieriscono e persino gli sterrati leggeri sono tranquillamente alla sua portata. Freni e sospensioni fanno il loro dovere, a patto di non stressarli con una guida nervosa che finirebbe col metterli rapidamente in crisi. Qualche problema sorge invece in autostrada, dove, superati i 120 chilometri orari, emergono i limiti della ciclistica old-style che si manifestano con alleggerimenti ed imprecisioni dell’avantreno, accentuati dall’assenza di una qualsiasi protezione aerodinamica che espone busto e braccia del pilota all’impatto con l’aria.
Una moto da ammirare ed ostentare, insomma, più che da strapazzare in giro per mulattiere; ma la Scrambler 900 sa farsi perdonare appagando vista e tatto con finiture impeccabili e dettagli curati. Un piacere edonistico che trova ampio sfogo anche nel nutritissimo listino di accessori originali Triumph: si va dalla sella monoposto con portapacchi cromato alle tabelle portanumero in stile regolarità, dalla griglia di protezione per il faro al paracoppa integrale in alluminio, passando per particolari sofisticati, come il bello strumento contagiri, davvero in grado di soddisfare tutti i palati.
Tre le livree proposte: Aluminium Silver, Goodwood Green e Jet Black; quest’ultimo disponibile anche in abbinamento al motore verniciato in nero.
Infine il prezzo: per portarsi in garage questa Scrambler 900 e sentirsi un pò Steve McQueen bastano 8.700,00 euro chiavi in mano. (ore 10:00)