Prende il nome dalla vetta più alta della penisola iberica, l’originalissima Derbi che segna il debutto della casa spagnola nel segmento delle medie cilindrate.
Spinta dal noto monocilindrico quattro valvole Minarelli da 569,7 cc – lo stesso che equipaggia l’Aprilia Pegaso e le Yamaha della serie XT – la Mulhacén sposa i suoi 47 cv e 5,6 kgm con un peso a vuoto di appena 162 kg. Ne nasce un mix agile e scattante, capace di appagare e divertire in ogni frangente, i cui unici limiti sono l’assenza di protezione aerodinamica e le vibrazioni che diventano avvertibili sulle pedane appena si supera quota 5.000 giri minuto. Ma questa scrambler, fedele alla filosofia che l’ha ispirata, non è certo una moto da autostrada; i suoi campi di battaglia preferiti sono l’asfalto delle tortuose strade di montagna e lo sterrato dei sentieri che si snodano tra i boschi. In entrambi i frangenti questa eclettica Derbi si trova perfettamente a proprio agio, grazie all’azzeccatissimo set-up delle sospensioni – forcella Marzocchi a steli rovesciati da 43 mm e monoammortizzatore Sachs montato in posizione laterale tramite interposizione di leveraggi progressivi – che ben digeriscono le asperità senza mai innescare eccessivi trasferimenti di carico che potrebbero compromettere la precisione di guida nelle staccate o nelle accelerazioni più violente.
A dispetto delle prestazioni, tutto sommato modeste, alla guida di questa Derbi non si finisce mai di divertirsi. Sin dai primi metri, la Mulhacén gratifica e coinvolge grazie al magnifico equilibrio che le consente di affrontare in scioltezza ogni situazione. Merito sicuramente dell’ottimo lavoro svolto dai progettisti, capeggiati dal tedesco Klaus Nennewitz, ma anche della raffinata componentistica installata, in buona parte di origine italiana. Brembo sono infatti le pinze, anteriore a quattro pistoncini con attacco radiale al piedino della forcella e posteriore a pistoncino singolo, chiamate ad agire su una coppia di dischi Braking dal disegno esclusivo; l’anteriore con un diametro di 320 mm ed il posteriore da 245 mm. L’azienda bergamasca fornisce anche la pompa radiale per il freno anteriore. Pirelli, invece, è l’autore delle coperture Scorpion A/T calzate su cerchi a raggi da 18″ con canale in alluminio anodizzato nero. In tema di raffinatezze vale la pena di nominare anche lo splendido forcellone monolitico in alluminio ottenuto mediante fusione in conchiglia, il ricercato radiatore convesso e la strumentazione minimalista, completamente digitale, realizzata in forma di sottile display a mezza luna protetto dalla piccola palpebra che sovrasta il proiettore anteriore.
Destinata sicuramente a far moda, la Mulhacén ha tutte le carte in regola per candidarsi al ruolo di capostipite di una nuova tipologia di moto, pensate per appagare il pilota senza esporlo ai rischi connessi con le superprestazioni di certe ipersportive o maxi-naked dell’ultima generazione. Fruibili, versatili e poco impegnative, le scrambler possono rappresentare una validissima alternativa agli scooter per muoversi agevolmente in città, offrendo al contempo le prestazioni, il comfort e la sicurezza tipiche di una moto tuttoterreno.
Giustificato dalla raffinatezza delle soluzioni adottate e dalla cura del dettaglio posta negli assemblaggi e nelle finiture di altissimo livello il prezzo di 7.700,00 euro chiavi in mano. (ore 10:00)

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