La maggiore delle Bandit cresce ancora e fa segnare una cilindrata record con il suo nuovo quattro cilindri raffreddato a liquido. Abbandonato lo storico raffreddamento ad olio cha ha da sempre contraddistinto questa fortunata serie di naked Suzuki, il nuovo motore DOHC ad iniezione digitale, realizzato appositamente per questa GSF Bandit 1250 K7, presenta alesaggio e corsa rispettivamente di 79 e 64 mm, per una cilindrata totale di 1255 cc. Grazie all’adozione del sistema (SDTV) con doppia valvola a farfalla – la primaria controllata dal pilota tramite il comando dell’acceleratore e la secondaria controllata dalla centralina in base a regime del motore, marcia inserita e posizione della farfalla primaria – è stata migliorata l’efficienza della combustione con conseguente aumento della coppia ai bassi regimi e riduzione delle emissioni inquinanti. Inoltre, l’ormai collaudato sistema Suzuki PAIR (Pulsed-AIR) inietta aria fresca nello scarico, contribuendo alla combustione degli idrocarburi eventualmente rimasti incombusti, limitando così il tenore di monossido di carbonio nei gas di scarico e facendo di questa moto la Bandit più pulita mai prodotta, in grado di soddisfare persino le stringenti norme sulle emissioni Euro3 e Tier2.
Grazie alla riduzione dello spazio tra le canne dei cilindri si è riusciti ad ottenere un propulsore più compatto e caratterizzato da una ridotta sezione frontale. La disposizione degli alberi di trasmissione, sfalsati verticalmente, contribuisce a ridurre anche l’ingombro longitudinale lasciando spazio ad un contralbero di equilibratura che rende il funzionamento del motore più uniforme eliminando le vibrazioni secondarie.
Il telaio è stato ridisegnato per offrire comfort e rigidità da vera sportiva; adesso la struttura in tubi d’acciaio presenta una culla di maggiore diametro con una rigidità torsionale aumentata del 10%, mentre l’angolo del cannotto di sterzo e l’avancorsa sono rimasti invariati per offrire un eccellente bilanciamento fra maneggevolezza nella guida sul misto e precisione alle alte velocità.
Di compromesso anche la taratura delle sospensioni, in grado di assorbile bene lo sconnesso cittadino, offrendo al tempo stesso il giusto supporto anche nella guida più sportiva.
L’impianto frenante fa affidamento su una coppia di dischi anteriori flottanti con diametro di 310 mm e pinze a quattro pistoncini, mentre al posteriore lavora un disco singolo da 240 mm con pinza a pistoncino singolo; in opzione è disponibile il sistema antibloccaggio ABS.
Per rendere la moto adatta a piloti di tutte le taglie, l’altezza della sella può essere regolata verso l’alto o verso il basso di 20 mm ed anche la posizione del manubrio può essere variata all’interno di un range di 10 mm.
Come la serie precedente, anche la nuova a Bandit 1250 è offerta in due versioni, naked e con semicarenatura. La prima presenta un tradizionale faro rotondo con contorno cromato, quattro strumenti analogici dalla gradevole forma oblunga, specchietti retrovisori montati sul manubrio e rivestimento tra faro e strumentazione in tinta coordinata con il colore della carrozzeria. La Bandit 1250 S, invece, si distingue per l’aerodinamica semicarenatura con faro e specchi integrati, sormontata da un efficace cupolino in grado di proteggere casco e busto del pilota anche alle velocità autostradali. In entrambe le versioni il motore rimane totalmente in vista e rappresenta un elemento essenziale nel design della moto.
In Italia, le Bandit 1250 e 1250 S saranno disponibili nei colori blu scuro e rosso. Prezzi ancora da definire. (ore 12:04)