Non sono tanto i 3 cv, quanto gli 1,1 kgm in più a fare la differenza ed a rendere il propulsore della Multistrada 1100 ancor più corposo e godibile, specie nella parte inferiore del suo arco di utilizzo. Tutto merito di quegli 86 cc in più, ottenuti aumentando l’alesaggio dei cilindri da 94 a 98 mm, che hanno fatto crescere il vecchio 992 fino agli attuali 1.078 cc, regalando al bicilindrico di Borgo Panigale una trattabilità ed una dolcezza ai bassi regimi mai viste finora e rendendo le sue emissioni allo scarico compatibili con i severi parametri delle norme antinquinamento Euro3.
A cambiare sono anche i materiali con cui vengono realizzate le sedi valvole (adesso in bronzo/berillio), ma, soprattutto, sono stati rivisti molti processi produttivi, sia interni alla Ducati sia delegati a fornitori esterni, per ridurre al minimo le tolleranze negli assemblaggi. A beneficiarne maggiormente sono l’affidabilità e la silenziosità meccanica; in più, adesso, gli intervalli di manutenzione programmata passano da 10.000 a 12.000 km, con una considerevole riduzione dei costi per l’utente finale. Completamente nuova la frizione che abbandona gli sferraglianti dischi a secco, tanto cari ai ducatisti più irriducibili, in favore di una più modulabile soluzione con elementi di attrito in bagno d’olio. Peccato, però, che non si tratti della apprezzata Aptc installata sui modelli Desmodue 620 ed 800 i.e. e che, di conseguenza, il carico di azionamento della leva al manubrio rimanga piuttosto sostenuto.
Rappresenta una novità anche l’adozione di una coppia di silent-block tra la piastra superiore di sterzo ed i riser del manubrio, allo scopo di eliminare le fastidiose vibrazioni trasmesse dal propulsore alle braccia del pilota nei lunghi tratti percorsi a regime costante. Una soluzione semplice, ma che si traduce in un grande beneficio in termini di comfort; altrettanta cura, purtroppo, non è stata riservata alla sella che rimane piuttosto rigida e poco imbottita, risultando affaticante già dopo un paio d’ore. Per fortuna, tra gli accessori after-market è presente una sella con rivestimento in gel in grado di migliorare un pò la situazione.
Nessuna novità per quanto riguarda il reparto freni e sospensioni che rimangono di altissimo livello, consentendo alla Multistrada di competere con la maggior parte delle sportive in commercio, potendo contare su un’agilità decisamente superiore sui tracciati più tortuosi.
A chi non si accontenta, è dedicata la versione S, equipaggiata con forcella anteriore Öhlins a steli rovesciati da 43 mm e monoammortizzatore della stessa marca, entrambi completamente regolabili. Inoltre, su questa versione, parafango anteriore e carter copricinghia sono in fibra di carbonio, mentre il manubrio è realizzato in alluminio a sezione variabile.
Vasta la scelta di accessori che consentono di trasformare la Multistrada in base alle proprie esigenze attingendo al fornitissimo catalogo di accessori originali. Si va dal navigatore satellitare GPS al kit di borse e bauletto per il moto-turista, a impianti frenanti potenziati e scarichi racing con centraline elettroniche dedicate per i pistaioli più incalliti.
Non cambia il prezzo che rimane identico a quello delle attuali versioni 1.000 in commercio: 12.000 euro per la Multistrada 1.100 e 13.500 per la Multistrada 1.100 S. (ore 9:00)