Dischi freno con profilo a margherita, steli forcella con trattamento superficiale al nitruro di carbonio, tabelle portanumero sul codone e fascino intramontabile da café racer: una Guzzi così non si era mai vista.
Nata dal trapianto del V2 da 1.151 cc della Norge nel telaio della Breva 1100, la Moto Guzzi 1200 Sport si propone come una naked dalla doppia anima, corsaiola una e turistica l’altra. Per via di una serie di interventi sull’elettronica e di alcune modifiche nella dinamica dei flussi interni al motore, il bicilindrico che la equipaggia dichiara i medesimi valori di coppia e potenza della versione da cui deriva, ma li ottiene entrambi a regimi di rotazione sensibilmente più elevati; i 10,2 kgm di coppia sono così raggiunti a 6.000 giri/minuto, mentre la potenza massima di 95 cv viene erogata a 7.800 giri/minuto. Questo spostamento in alto dell’intera curva di erogazione, unitamente all’allungamento della rapportatura finale, migliora le doti di allungo del propulsore e ne consente un più efficace sfruttamento nella marcia sui tracciati misto-veloci o in pista, dove è possibile raggiungere una velocità massima di oltre 220 km/h.
Impeccabile in ogni frangente la stabilità – vero e proprio cavallo di battaglia della casa di Mandello del Lario – senza per questo dover rinunciare ad una buona maneggevolezza, utile soprattutto nei tratti più guidati. Qualche limite emerge solo nella marcia cittadina, dove il limitato angolo di sterzo richiede qualche attenzione in più nello slalom tra i veicoli. A rimettere a posto le cose ci pensa comunque la generosità del propulsore; rotondo e trattabile sin dai regimi più bassi, fornisce sempre una spinta abbondante ed una eccellente prontezza di risposta ai comandi impartiti con l’acceleratore. Di ottimo livello anche la risposta fornita delle sospensioni, che all’avantreno possono contare su una forcella tradizionale Marzocchi con steli da 45 mm di diametro rivestiti in Dlc (Diamond like carbon), regolabile in compressione ed estensione, mentre al retrotreno lavora l’ormai noto Carc (CArdano reattivo compatto) guidato da un monoammortizzatore regolabile in estensione e con manopola per la regolazione remota del precarico. Nonostante la taratura di serie sia abbastanza rigida, emerge una ottima propensione ad assorbire le sconnessioni dell’asfalto senza che si inneschino fastidiosi ondeggiamenti che potrebbero rovinare la pulizia della traiettoria impostata.
Corre come su un binario questa Guzzi, ma richiede al pilota qualche sacrificio per via della posizione in sella molto caricata in avanti che, se da un lato garantisce il massimo controllo del mezzo nella guida d’attacco, alla lunga finisce per affaticate avambracci e spalle del pilota sui tragitti medio lunghi. Buona la protezione aerodinamica fornita dal cupolino di serie, che consente di viaggiare in relax almeno fino alle velocità “codice”. Bello e funzionale il set di valige dedicate con supporti integrati che costituisce il Kit Touring; agli smanettoni più incalliti sono invece dedicati i Kit Racing, distinti in Step 1 e Step 2; il primo comprende tromboncini di aspirazione dedicati, centralina racing ed uno splendido scarico due in due con silenziatori racing sovrapposti, mentre il secondo completa il quadro con la lucidatura dei condotti di aspirazione e scarico e l’installazione di teste ad alta compressione che consentono di raggiungere una potenza massima di 100 cv.
Disponibile solo in rosso o nero con grafiche bianche, la Moto Guzzi 1200 Sport costa 12.190 ¬uro chiavi in mano. L’ABS, a richiesta, richiede un esborso di 700 ¬uro in più e comporta il montaggio di una coppia di dischi anteriori tradizionali al posto dei Braking Wave di serie sulla versione normale. (ore 9:30)