L’idea di abbinare le doti stradali di una naked sportiva alla versatilità di una tuttoterreno non è nuova in assoluto; ma, in questa sua interpretazione, l’italiana Benelli è riuscita a dare vita ad un prodotto decisamente originale.
Abbracciato dal nuovo telaio in tubi d’acciaio – che ora si intrecciano a formare un vero e proprio traliccio, mentre nella parte posteriore rimangono vincolati alle due piastre laterali in alluminio a cui sono fissati mediante uno speciale incollaggio aeronautico al posto delle viti traenti – troviamo il tre cilindri pesarese nella versione da 1.130 cc che già equipaggia la TNT e che da quest’anno sostituisce il “vecchio” 900 cc anche sulla sportiva Tornado.
Per rendere la sua erogazione più adatta alle caratteristiche della tipologia di moto a cui la TRE-K appartiene, si è intervenuti ammorbidendo la fasatura attraverso l’impiego di nuovi assi a camme dal profilo meno spinto, aumentando il rapporto di compressione e modificando la mappatura della centralina elettronica, che conserva la possibilità di scegliere tra due differenti set-up: uno full-power e l’altro più adatto ad addolcire l’erogazione in caso di condizioni di aderenza precarie o fondi dissestati. Modificato anche il sistema di raffreddamento dell’olio; sparito il radiatore, il lubrificante transita adesso attraverso uno scambiatore acqua/olio posizionato alla base del filtro. Il risultato sono 125 cv a 9.000 giri/minuto, con una coppia massima di 11,9 kgm erogata a soli 6.750 giri/minuto e con un tiro che si fa impressionante già a partire dai 3.500 giri/minuto.
La nuova trasmissione con rapportatura più lunga consente di sfruttare al meglio la generosità ai medi regimi di questo propulsore, richiedendo un limitato ricorso all’uso del cambio a fronte di una capacità di ripresa che rimane sensazionale in ogni frangente. Peccato che a rovinare la festa rimangano una risposta troppo brusca nei primi gradi di apertura dell’acceleratore ed un eccessivo freno motore che, complice la mancanza del dispositivo antisaltellamento della frizione, si rendono responsabili di eccessivi trasferimenti di carico tra i due assi, finendo per complicare la guida, specie nel misto più stretto.
Una parte della responsabilità va ascritta anche al reparto sospensioni – monoammortizzatore Extreme Technology regolabile in estensione e precarico molla al retrotreno abbinato ad una forcella rovesciata Marzocchi da 50 mm di diametro, priva di ogni regolazione, all’anteriore – che, nel tentativo di trovare una soluzione di compromesso, finiscono per risultare troppo cedevoli in considerazione della brutalità di cui è capace il tre cilindri Made in Italy.
Meglio godersi la TRE-K sul veloce, dove le nuove quote ciclistiche (inclinazione cannotto di sterzo di 25° e interasse di 1.514 mm) assicurano una buona stabilità anche alle velocità più sostenute. Apprezzabile anche la protezione aerodinamica offerta dal cupolino regolabile manualmente su tre posizioni che, insieme alla possibilità di montare le borse laterali sui supporti già predisposti, consente di fare un buon uso di questa eclettica moto anche nel turismo a lungo raggio. Perfetta la posizione di guida, con manubrio largo e sella non troppo distante da terra, che consente il massimo controllo del mezzo in ogni frangente ai piloti di qualsiasi taglia. Buona, tutto sommato, anche l’accoglienza riservata all’eventuale passeggero.
Il prezzo al pubblico della Benelli TRE-K 1130 è di 11.900 ¬uro, franco concessionario. (ore 9:30)

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