Dedicata a chi considera le Harley-Davidson ormai troppo diffuse ed inflazionate, direttamente dagli Stati Uniti, arriva sulle nostre strade la nuova Victory Hammer.
Ispirata fedelmente alla filosofia “bigger is better” la Hammer punta tutto su dimensioni da primato: 1.634 cc di cilindrata, 298 chilogrammi di peso a secco ed una mastodontica coppia di ruote da 18″ calzate con pneumatici dalle misure monstre.
Ciò non ostante, già al primo sguardo, la Hammer appare tutt’altro che pacchiana; al contrario, impressiona e colpisce per la pulizia e sobrietà delle sue linee e per la cura davvero maniacale dei particolari che le conferiscono un’aura di indubbia esclusività e raffinata eleganza, davvero non comune per questa tipologia di moto.
Fedele alla tradizione la scelta del generoso V-Twin da 100 pollici cubici raffreddato ad aria ed olio, denominato Freedom e contraddistinto da una fittissima alettatura finemente cromata in contrasto con il nero opaco scelto per i cilindri ed il basamento. Celate al suo interno, corrono le lunghe catene che comandano i due singoli assi a camme in testa che distribuiscono il moto alle quattro valvole per cilindro. L’iniezione è elettronica e si avvale di una coppia di corpi farfallati da 44 mm di diametro per rientrare all’interno dei limiti di emissioni concessi dalle normative antinquinamento Euro 3. La frizione, multidisco in bagno d’olio con classico comando a cavo, appare inaspettatamente morbida da azionare e trasmette la coppia motrice ad un cambio a sei rapporti con sesta marcia overdrive, appositamente studiata per ridurre il numero dei giri nei trasferimenti autostradali. La trasmissione finale è a cinghia.
Complessivamente basso il tasso di vibrazioni, fattore che contribuisce a garantire un buon comfort a bordo, reso possibile anche dall’efficace lavoro svolto dalla forcella anteriore a steli rovesciati da 43 mm di diametro, in combinazione con il monoammortizzatore posteriore che lavora sul lungo forcellone in alluminio grazie all’interposizione di leveraggi progressivi. Chi se la passa male è invece il passeggero a cui è dedicata una porzione davvero esigua di sella, nessun appiglio a cui ancorarsi e pedane alte ed imbullonate direttamente sul forcellone. Insomma, meglio godersi la Hammer in solitudine, accompagnati unicamente dal sommesso borbottio prodotto dai due terminali di scarico sovrapposti con classico disegno slash-cut. Ottimo l’impianto frenante, realizzato dall’italiana Brembo, che può contare su un tris di dischi flottanti, tutti da 300 mm di diametro, con gli anteriori morsi da una coppia di pinze a quattro pistoncini contrapposti.
Stabile e ben piantata sugli enormi pneumatici 130/70-18 pollici e 250/40-18 pollici, questa Victory non impressiona certo per agilità, ma, se condotta con un pò di polso, sa impressionare per le doti di tenuta in curva e stabilità alle alte velocità.
Disponibile nel nostro paese in tre evocative colorazioni, dagli esotici nomi di Turbo Silver e Nuclear Sunset oltre all’immancabile nero, la Victory Hammer costa 20.278,00 euro, franco concessionario. (ore 9:35)