Ducati Hypermotard 1100

Ducati Hypermotard 1100

A lungo desiderata ed attesa dal pubblico degli appassionati delle rosse di Borgo Panigale, arriva finalmente sulle strade la Ducati Hypermotard 1100.
Nata dall’estremizzazione del concetto già sviluppato con la Multistrada, la Hypermotard va a collocarsi nella ristretta nicchia delle supermotard bicilindriche di grossa cubatura, dove – in attesa della BMW Megamoto – ha come concorrente di riferimento quella KTM 950 Supermoto che per prima ha inaugurato questo segmento.
Disegnata dalla matita magica di Pierre Terblanche, la Hypermotard 1100 conquista per le sue linee estreme ed innovative, senza rinunciare alla forte identità che da sempre contraddistingue le moto nate sotto il marchio Ducati. Piccola agile e compatta, nasconde sotto un vestito semplice e minimalista tutta la tecnologia derivata da anni esperienza in vetta ai campionati mondiali più prestigiosi.
Quella che potremmo definire come carrozzeria è costituita da un’unica struttura realizzata in nylon rotazionale che parte dal cannotto di sterzo per terminare sotto la sella, svolgendo le funzioni di serbatoio del carburante e supporto per la batteria e celando al suo interno anche tutti i cablaggi dell’impianto elettrico. Persino la mascherina porta faro ed il parafango sono realizzati in un solo pezzo; tutto il resto è telaio e motore in bella vista.
Appeso al classico traliccio realizzato in tubi di acciaio spicca infatti un nuovo 1100 Ds, derivato da quello che equipaggia la cugina Multistrada, ma più leggero di 1,5 chilogrammi e dotato di un inedito catalizzatore tre vie con valvola allo scarico posta sul collettore che si trova sotto la sella. Confermati i 90 cv a 7.750 giri/minuto e la coppia massima di 10,5 kgm a 4.750 giri/minuto. Nuova la frizione, che torna ad essere a secco, ma aggiunge un disco in più per poter utilizzare molle più tenere a tutto vantaggio della modulabilità della leva al manubrio.
Come sempre di altissimo livello le dotazioni, con pompe freno e frizione radiali, pinze radiali Brembo a due pastiglie, dischi anteriori da 305 mm di diametro e forcella Marzocchi con steli rovesciati da 50 mm, pluriregolabile, così come il mono Sachs che lavora sullo splendido forcellone monobraccio in alluminio.
Menzione a parte merita la strumentazione di bordo, condensata in un piccolo display Lcd contornato da una serie di spie, in grado di fornire in maniera chiara e leggibile tutti i dati essenziali – compreso il cronometro, attivabile tramite un tasto sul manubrio – e che per la prima volta su una moto di serie integra un sistema di acquisizione dati, denominato Ducati Data Analyser, in grado di rilevare ed analizzare le prestazioni della moto e del suo pilota.
Grazie al Dda – venduto a parte e comprensivo di software per Pc, scheda Usb di recupero dati ed istruzioni – al termine di un giro in moto o di una sessione in pista, è possibile scaricare sul Pc fino a 2 Mb di dati (corrispondenti a circa 3,5 ore di registrazione), per confrontare, analizzare ed esaminare le registrazioni provenienti da vari canali, tra cui apertura del gas, velocità del mezzo, regime del motore, temperatura del motore, distanza percorsa, giri e tempi sul giro. Il sistema calcola inoltre automaticamente i dati relativi al regime del motore e la velocità del mezzo, in modo da mostrare anche la selezione delle marce come ulteriore canale informativo. Tutti i dati sono analizzabili in formato grafico, con opzioni che consentono lo zoom dettagliato per funzioni specifiche. E’ possibile anche trascinare una traccia lungo una linea temporale, per evidenziare valori singoli riferiti ai vari canali sopra elencati: in questo modo, l’utente potrà analizzare le prestazioni proprio come fanno i tecnici elettronici dei team ufficiali.
Giustificato dalla qualità dei materiali e dall’elevato livello tecnologico della componentistica adottata il prezzo di 11.500,00 euro chiavi in mano, che diventano 13.500,00 per la versione S equipaggiata con cerchi forgiati, monoammortizzatore e

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