Di moto così, sul mercato italiano, ce ne sono davvero poche. Piccola, facile, leggera e – verrebbe da dire – anche economica; se non che, proprio il listino, finisce per mettere la Yamaha YBR 250 in competizione con una schiera di concorrenti altrettanto interessanti appartenenti a categorie differenti.
Prezzo a parte, questa naked dagli occhi a mandorla, rappresenta senza dubbio una scelta intelligente per chi fa del mezzo a due ruote un impiego prevalentemente cittadino e non vuole ricorrere all’espediente scooter.
Il suo monocilindrico quattro tempi da 249 cc, raffreddato ad aria e dotato di iniezione elettronica, eroga 21 cv a 8.000 giri/minuto con una coppia massima di 2,1 kgm ottenuta 1.500 giri/minuto più in basso, rispettando le norme antinquinamento Euro 3; con tali prestazioni, non c’è motociclista, neofita od esperto, che non si trovi immediatamente a suo agio su questa piccola giapponese. Ma la vera sorpresa è che, con un peso a secco dichiarato di 138 kg ed un’altezza della sella da terra contenuta in appena 805 mm, anche la taglia del pilota sembra non rappresentare un limite: grazie all’ottima ergonomia ed all’esilità della carrozzeria, uomini e donne di ogni altezza e misura trovano una comoda accoglienza tanto ai comandi che sulla porzione di sella dedicata al passeggero.
Ottime le sensazioni trasmesse dalla ciclistica, imperniata su un classico telaio a doppia culla in acciaio che sorregge una forcella tradizionale con steli da 37 mm di diametro ed un forcellone, anch’esso in acciaio, con monoammortizzatore azionato tramite leveraggi progressivi. Le ruote sono entrambe da 17″, calzate da pneumatici 100/80 e 130/70, mentre i freni – dal funzionamento impeccabile – si affidano ad un disco anteriore 282 mm che lavora in coppia con il tamburo posteriore da 130 mm di diametro. Ne risulta una guida agile e poco impegnativa, adattissima alla marcia nel traffico urbano, ma altrettanto gradevole in autostrada e sui percorsi misti, dove il piccolo propulsore è capace di dimostrare anche un certo brio capace di rendere questa YBR divertente e sicura. Molto buono il lavoro svolto dalla trasmissione a cinque rapporti che consente di sfruttare al meglio la lineare erogazione del monocilindrico, il quale spicca anche per economia di consumi. Notevole anche l’autonomia consentita dal serbatoio da ben 19,2 litri.
Gradevole la qualità complessiva dei materiali impiegati ed ottima la precisione degli assemblaggi realizzati negli stabilimenti brasiliani della Yamaha, dove la YBR viene prodotta. Particolarmente riuscito il classico cruscotto analogico con display digitale, dalle linee semplici e ben leggibile in ogni condizione di luce.
Proposta in tre colorazioni: argento, nero e rosso, la YBR 250 ha un prezzo chiavi in mano di 4.595,00 Euro.