Milano – Le Mini sono come le ciliege, una tira l’altra. Saggezza di proverbio fatta propria dal marketing. Se un’auto è di successo e addirittura riesce in breve tempo a diventare un’icona ripetendo i successi della mitica “creatura” del 1959 di sir Alec Issigonis, un costruttore non può che alimentarne le potenzialità adeguando la gamma ai gusti della gente. Fallito l’impero che doveva nascere dall’acquisizione del Gruppo Rover, tenersi il brand Mini per i vertici di Monaco di Baviera del Gruppo Bmw è stata un’intuizione a dir poco geniale.
Ed ecco che Mini, anno dopo anno, carrozzeria dopo carrozzeria arriva alla sesta “formulazione”, la Roadster. Ma non è finità qui se è vero che entro quest’anno arriverà una crossover-coupé e nel 2013 una van su base Countryman.
La Roadster è stata sviluppata insieme con la Coupé che l’ha preceduta nelle concessionarie. E’ offerta  in quattro versioni bene accessoriate a prezzi da livello premium (tra i 24.950 e 34.800 euro) non accessibili a tutti coloro che si faranno prendere dal desiderio pruriginoso di averla. I motori sono il turbodiesel Sd 2 litri 143 cv e i benzina 1.6 con tre diverse “cavallerie” di 122, 184 e 211 cv delle Cooper, Cooper S e John Cooper Works.
Dalla Coupé la Roadster eredita sia i tratti inferiori della carrozzeria unitamente alla lunghezza e alla larghezza, sia lo spoiler retraibile elettricamente mimetizzato nella coda che però ha uno sviluppo marcato e tale da generare una impostazione di carrozzeria three-box e si evidenzia maggiormente sia quando l’abitacolo è coperto sia quando si fa a meno della capote. Elemento in tela e, di serie, a movimento manuale ma con manovra facile e poco faticosa ed a richiesta elettrica (costa 790 euro) che consente apertura e chiusura in meno di 6 secondi. La capote ripiegata è alloggiata dietro i rollbar che supportano la rete frangivento da impiegare nella marcia open air.
Il tetto è rigorosamente nero, la carrozzeria è disponibile in due varianti pastello e sei tinte metallizzate. E che Mini sarebbe se non fosse personalizzabile. Quindi, se volete, cofano e coperchio del bagagliaio possono essere decorati con strisce dichiaratamente sportive: nere, argento e rosse solo per la John Cooper Works. Cerchi in lega a seconda delle versioni, 16 o 17 pollici.
L’abitacolo, corto e “scavato” attorno alle 2 persone che vi possono prendere posto, è arredato nel tipico stile Mini. Trovate al centro della plancia  il “padellone”tachimetro/contachilometriil contagiri agganciato al volante, la “cascata” di comandi sulla consolle centrale e l’esibizione vistosa di plastiche e cromature con inserti di pregio. Il bagagliaio di 240 litri è adeguato alla tipologia della vettura. Ci potete mettere due piccoli trolley e un paio di borsoni. Ma è integrato da un vano passante con l’abitacolo che aumenta le potenziale di carico. (ore 11:00)

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