Puntuale come ogni anno, arriva la versione 2008 della supersportiva Yamaha YZF-R6.
Riconfermato quasi completamente l’aspetto estetico, le attenzioni dei tecnici nipponici si sono concentrate sulle prestazioni del motore, portando il quattro cilindri da 599 cc ad un livello di performance ancora più elevato grazie all’applicazione di nuove tecnologie ed alla messa a punto di numerose componenti.
Prima tra tutte l’adozione del sistema YCC-I (Yamaha Chip-Controlled Intake) di cornetti di aspirazione a lunghezza variabile, costituito da quattro condotti ultraleggeri, ciascuno dei quali suddiviso in due sezioni, che formano un unico condotto fino alla soglia dei 13.500 giri/minuto. Quando la centralina rileva che il motore della R6 supera questo regime di giri e la valvola a farfalla ha una specifica apertura, le due sezioni si separano, in modo che solo la parte inferiore, quella più corta, funzioni da condotto di aspirazione. Il movimento dei condotti avviene istantaneamente, mediante un servomotore controllato elettronicamente che ne regola il funzionamento in modo così fluido che il pilota si rende conto di quanto sta avvenendo solo grazie all’impennata della lancetta del contagiri che schizza con vigore fino alla zona rossa. Inoltre, poiché i componenti del sistema YCC-I sono leggeri, compatti e relativamente semplici, l’intero sistema è efficace, affidabile e non necessita di alcuna manutenzione.
Il nuovo sistema YCC-I funziona insieme al sistema YCC-T (Yamaha Chip-Controlled Throttle), per ottimizzare l’efficacia dell’iniezione elettronica e fornire una miscela aria/carburante perfettamente dosata al motore. Il notevole grado di controllo raggiunto dal sistema di aspirazione della R6 migliora l’erogazione di coppia ai bassi e medi regimi e aumenta la potenza a quelli elevati; ne risultano 129 CV a 14.500 giri/minuto ed una coppia massima di 6,71 kgm erogata ad 11.000 giri minuto (che diventano 135 CV e 7,05 kgm con l’air-box in pressione). Apparentemente inezie, sulla carta, ma differenze talmente evidenti nella pratica da rendere irriconoscibile questo motore nel paragone con il suo progenitore. Finalmente si può sfruttare il motore anche nella parte bassa del contagiri, potendo al tempo stesso contare su un allungo che non ha rivali nella categoria.
Ma la R6 migliora anche sotto l’aspetto ciclistico, grazie ad un telaio Deltabox “straight frame” più flessibile, che la rende più facile da portare al limite, sospensioni di altissimo livello – forcella a steli rovesciati da 41 mm con foderi alleggeriti e monoammortizzatore regolabile separatamente nelle alte e basse velocità di compressione in comune con la sorella maggiore R1 – e freni caratterizzati da una straordinaria modulabilità.
Tre le colorazioni disponibili: nero, bianco/rosso e blu/bianco, quest’ultima con cerchi verniciati oro. Il prezzo annunciato si aggirerà intorno agli 11.000,00 Euro.