Un indicatore particolarmente significativo è l’affluenza di potenziali acquirenti negli showroom dei concessionari. A gennaio gli operatori che dichiarano affluenza elevata o alta sono l’80%: a gennaio 2015 erano il 65% e nel 2014 il 57%.

donna auto

La prima conferma delle attese positive espresse per il 2016 è arrivata. Nel primo mese dell’anno in Italia sono state immatricolate 155.157 auto, con una crescita del 17,4%. L’incremento di gennaio è particolarmente significativo, perché il confronto si fa con un mese (gennaio 2015) che aveva fatto registrare un incremento dell’11,5%, dando inizio al consistente recupero che è durato per tutto il 2015.

Elementi interessanti per valutare le prospettive nel prossimo futuro delle vendite in Italia vengono dall’inchiesta condotta a fine gennaio dal Centro Studi Promotor. Un indicatore particolarmente significativo è l’affluenza di potenziali acquirenti negli showroom. A gennaio i concessionari che dichiarano affluenza elevata o alta sono l’80%: a gennaio 2015 erano il 65% e nel 2014 il 57%.

La partenza a razzo del 2016 porta a pensare che ai “forzati” della sostituzione di auto ormai troppo datate si stiano aggiungendo in misura crescente automobilisti semplicemente desiderosi di sostituire vetture ancora lontane dall’età della rottamazione – come d’altra è normale nei mercati non in crisi –, probabilmente perché invogliati dal forte calo dei prezzi dei carburanti e dalle ripetute offerte promozionali di molte Case automobilistiche.

“Il risultato positivo di gennaio è stato possibile grazie al proseguire di poderose azioni commerciali messe in campo dai brand. Il tema smog in questi giorni sta tornando attuale in alcune grandi città e il Governo non può ignorare che all’attuale velocità di sostituzione ci impiegheremo molti anni per smaltire le auto vecchie”, Massimo Nordio, presidente Unrae.

Dall’analisi delle immatricolazioni per alimentazione emergono a gennaio 2016 cali tendenziali significativi per le vetture a gas (-27,4% per il metano e – 27,8% per il GPL). Può aver inciso su questa dinamica la diminuzione dei prezzi dei carburanti: il prezzo alla pompa è sceso del 10% per la benzina e del 13% per il gasolio e i ribassi sarebbero stati ancora più forti se non avesse continuato a salire il peso della componente fiscale (65% sul prezzo della benzina e 62% sul prezzo del gasolio), tra i più elevati in Europa.

Di contro, le auto a benzina raggiungono una quota del 33,3%, la più alta da due anni a oggi, mentre per le vetture diesel la quota di mercato risulta pari al 55,9%, in rialzo rispetto al 54,6% di un anno fa, ma in leggero ribasso rispetto a dicembre 2015 (56,5%).

I brand italiani, nel complesso, totalizzano a gennaio 44.876 immatricolazioni (+19,7%) e portano la propria quota di mercato dal 28,4% di un anno fa al 28,9%. I marchi di FCA (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano 44.670 immatricolazioni (+19,8%), con una quota di mercato che sale al 28,8% e un andamento positivo per tutti i brand, a cui si affiancano anche le buone performance di Ferrari, Maserati e Lamborghini.

Come già a dicembre 2015, sono sempre cinque i modelli italiani nella Top Ten delle più vendute di gennaio, con Fiat Panda (13.362 unità) e Lancia Ypsilon (5.558) stabili in testa alla classifica, seguite da Fiat 500 (5.037), che recupera 3 posizioni rispetto al mese precedente. Al quarto posto la Fiat 500X (4.425), al settimo la Fiat 500L (4.214).

“Gennaio è partito alla grande, ma invito alla prudenza. Prima di poter formulare considerazioni attendibili bisognerà aspettare la chiusura del primo trimestre. Il trend di crescita può consolidarsi, ma questo non potrà essere la conseguenza della sola spinta promozionale a cui si deve necessariamente accompagnare una chiara scelta politica del Governo. Oltre alla precondizione di un Paese in crescita economica, la riforma della fiscalità sugli autoveicoli è un passaggio essenziale e molto efficace sul piano dei risultati”, Filippo Pavan Bernacchi, presidente Federauto.

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