Bologna – Il prodotto interno lordo italiano nel terzo trimestre 2014, secondo la prima stima dell’Istat, è diminuito dello 0,1% sul trimestre precedente e del 9,4% rispetto al massimo ante-crisi (primo trimestre 2008). Il dato era stato ampiamente previsto e conferma che il prodotto interno lordo italiano non solo si è attestato sui livelli del 2000, ma continua a scendere. Quello che preoccupa ancora di più, secondo Gian Primo Quagliano presidente del Centro Studi Promotor, è che è ormai chiaro che la crisi attuale dell’economia italiana è molto più grave della grande depressione del ‘29. E ciò per diverse ragioni tra cui la più evidente è che in quella grande depressione la ripresa si manifestò nel 1935, cioè nel sesto anno successivo alla crisi. Nella grande depressione attuale siamo già alla fine del sesto anno dall’inizio della crisi (2008) e non vi è alcun segno di ripresa, ma anzi le prospettive sono di ulteriori contrazioni del Pil sia nel quarto trimestre 2014 che per l’intero 2015.