Pneumatici Pirelli, la Supersoft è antibolle. Ma la Formula Uno è già in crisi

Una nuova mescola super soft a prova di graining e blistering in grado di far viaggiare le monoposto anche di 2 secondi più veloci rispetto al 2014. Tutto questo nonostante i mancati pagamenti delle forniture della corsa stagione da parte di due team.

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Pirelli, a tre giorni dall’avvio della massima serie automobilistica, presenta ufficialmente il range di pneumatici F1 per il 2015, ovvero il quinto anno consecutivo dell’azienda italiana in questo sport.

Migliori prestazioni, più sorpassi e gare emozionanti, con almeno due pit stop per vettura, gli obiettivi che Pirelli vuole raggiungere con l’ultima evoluzione della gamma per la F1. A Melbourne, l’azienda Italiana traccia anche la propria strategia globale di coinvolgimento nel motorsport e che la vede impegnata, fra auto e moto, in più di 300 campionati, solo la metà dei quali in regime di monofornitura, in oltre 40 Paesi.

Per quanto riguarda la F1, importante evidenziare come tutti gli pneumatici hanno subito una vera evoluzione rispetto al 2014, soprattutto per soddisfare le esigenze sul piano strettamente tecnico delle nuove vetture.

Le monoposto 2015 potrebbero, infatti, essere fino a due secondi al giro più veloci rispetto allo scorso anno, grazie alle ultime power unit ibride che forniscono velocità medie più elevate. Entrando nello specifico, evidenziamo come l’intero range “P Zero” presenta una nuova costruzione al posteriore, progettata per distribuire in modo più uniforme il calore e le forze. Una delle evoluzioni chiave che riguarda tutti gli pneumatici quest’anno è l’ottimizzazione dell’area di impronta e della distribuzione della temperatura a beneficio del grip e della guidabilità, fattore estremamente importante e che dovrebbe quindi garantire, in teoria, una maggiore sicurezza ai piloti.

Altra interessante novità riguarda la gomma Supersoft che presenta una mescola completamente nuova, progettata per prevenire la formazione di “blistering” e “graining”.

Tra le tante novità in Casa Pirelli una risulta veramente incredibile, soprattutto se pensiamo alle eventuali conseguenze a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione. Alla vigilia del Mondiale, infatti, almeno due squadre non avevano ancora pagato la quota annuale che tutti i team devono alla Pirelli per la fornitura delle gomme.

Ovviamente la somma di due milioni si riferisce agli pneumatici usati nella passata stagione ma il mancato pagamento del denaro arretrato comporta lo stop alle forniture per la nuova stagione e, quindi, il rischio che qualcuno si presenti in pista correndo sui cerchioni.

La questione si è risolta con il versamento della cifra mancante ma è forse solo un ulteriore campanello dall’arme per una Formula Uno che certamente non naviga più nell’oro come in passato, soprattutto se pensiamo che in questa nuova stagione si ritrova con ben 4 team, quindi 8 macchine, a rischio. Il caso più spinoso è quello della Manor.

Per correre in questa stagione è stata creata una nuova società, lasciando alla vecchia Marussia i suoi debiti e, a Melbourne, la squadra si è presentata con i motori Ferrari del 2014 e con le vecchie vetture, adattate nell’aerodinamica ai regolamenti di quest’anno. Abbastanza per passare le verifiche tecniche, forse non sufficiente per scendere davvero in pista e tantomeno per rientrare nel limite del 107% che consentirebbe ai piloti, Will Stevens e Roberto Mehri, di qualificarsi nel GP di domenica. La vera Manor, in poche parole, si vedrà solo dopo tre-quattro gare e non è detto che ci sia il budget per garantirne la presenza fino a fine stagione.

D’altra parte non stanno meglio Lotus, Force India e Sauber che avrebbero ottenuto dallo stesso Ecclestone una cifra di 14 milioni a testa, frutto di un piano di salvataggio che gli ha consentito di essere al via del Mondiale.

Ma se si pensa che la Force India ha presentato la nuova vettura a tre giorni dalla fine dei test invernali ed ha completato il secondo telaio solo nelle ultime settimane, intuiamo come siamo davanti ad una Formula Uno che incomincia a leccarsi le ferite e che dovrebbe, come un tempo, tentare di migliorare non soltanto le regole di gara ma anche il suo appeal commerciale. Nel frattempo rombano i motori in vista della prima gara stagiona ma… senza esagerare, anche la benzina ha il suo costo.