Porsche 918 Spyder: alta tecnologia artigianale

Grazie a due motori elettrici e un motore V8, la sportiva high-end ibrida plu-ing raggiunge una potenza complessiva di 887 cv. Ma come si produce un mostro di successo in edizione limitata?

Porsche 918 Spyder: alta tecnologia artigianale

La Porsche 918 Spyder, la supersportiva prodotta in serie limitata, grazie a due motori elettrici e un motore V8 raggiunge una potenza complessiva di 887 cv. Un mostro, insomma. Ma come si produce un mostro di successo in edizione limitata?

Un ampio sito produttivo di 4.000 metri quadrati ospita circa 100 collaboratori selezionati che assemblano la vettura artigianalmente. Quattro anni fa, Michael Drolshagen ottenne l’incarico, come futuro responsabile della produzione, di progettare e allestire una manifattura destinata alla Porsche 918 Spyder. Iniziò quando, con alcuni colleghi, si pose per la prima volta la fatidica domanda: cosa contraddistingue realmente una manifattura?

Le risposte furono le più svariate, ma il 43enne ingegnere industriale si immaginò una cosa molto semplice: un maestro orologiaio che lavora alla sua opera di precisione. Concentrati e in un’atmosfera di grande tranquillità, quindi, gli specialisti Porsche si impegnano nella realizzazione di una vettura sportiva high-end lavorando alle loro postazioni da veri artigiani.

Nulla sembra essere di troppo. Nessun cavo interferisce con i percorsi di lavoro. Anche perché, dal momento che si trattava di costruire una vettura sportiva ibrida plug-in, fin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di utilizzare solo attrezzi a batteria. Un esempio su tutti: l’avvitatore a batteria comandato tramite Bluetooth. Il lavoro si svolge praticamente in silenzio, il che aumenta la flessibilità dei tecnici sul posto di lavoro, si riduce il rischio di danneggiare i componenti e grazie alla connessione con la banca dati le coppie memorizzate vengono rispettate, documentate e sono sempre verificabili.

Oltre all’infrastruttura, il sito di Zuffenhausen offre un altro vantaggio per la 918: i collaboratori. Dispone infatti di circa 3.500 persone impiegate nell’assemblaggio della vettura tra reparti sviluppo, equipaggiamento abitacolo, assemblaggio carrozzeria, verniciatura, montaggio e trazione. Grazie all’esperienza e alla passione di donne e uomini di 14 diverse nazionalità, esattamente 918 esemplari della Porsche 918 Spyder lasceranno la manifattura entro la metà del 2015.

Porsche 918 Spyder: alta tecnologia artigianale

PRODUZIONE A “SPINA DI PESCE”
Tutto inizia nell’aprile del 2013, con l’assemblaggio delle vetture pre-serie. In precedenza, un team di 25 collaboratori aveva già prodotto 25 prototipi. In questa fase introduttiva è stato possibile testare la linea di produzione a L, dove le vetture attraversano 18 stazioni prima di essere guidate nell’ascensore per essere sottoposte ai test finali nell’area di prova, due piani più sotto.

Per la produzione, invece, i responsabili Porsche si sono ispirati al principio della spina di pesce, che offre percorsi più brevi. Nel caso della manifattura della Spyder, il pre-assemblaggio è posizionato a sinistra della linea principale e i relativi componenti vengono portati alla linea principale su percorsi diretti.

Prima che una 918 Spyder possa attraversare tutte le 18 stazioni di montaggio e prendere l’ascensore per scendere nell’area di prova, servono circa 100 ore di produzione, compresi gli approfonditi controlli di qualità previsti nell’intero processo.

MONOSCOCCA COME PUNTO DI PARTENZA
Che la costruzione di ogni Porsche 918 Spyder inizi con la monoscocca biposto è di per sé una particolarità. E sono altrettanto interessanti i carrelli elevatori azionati a batteria e progettati appositamente, che permettono al tecnico di alzare e abbassare il componente, ruotandolo in senso orizzontale e verticale. Un aiuto significativo, soprattutto nella posa dei cablaggi.

Ovviamente la manifattura comprende anche un reparto finitura dei rivestimenti in pelle. Solo chi ha visto con i propri occhi come gli specialisti degli interni in quaranta minuti possano eseguire a mano, con la massima precisione e qualità, gli oltre 200 punti croce necessari per rivestire le alette parasole può capire quale sia il livello di qualità della 918 Spyder.

TRACKING CARD ELETTRONICA
La tracking card elettronica della vettura (eWbk) è una novità per la manifattura della Porsche 918 Spyder. Ma dimostra chiaramente come nel sito di Zuffenhausen, da cinque decenni sede produttiva della 911, la piccola e la grande produzione di serie siano integrate.

Da tempo già uno standard nella grande produzione, l’eWbk racchiude anche nella manifattura una ricchezza di informazioni rilevanti per il processo produttivo, come disegni e punti di controllo. Con questa card, inoltre, possono essere documentati potenziali problemi, se ad esempio tramite l’avvitatore a batteria con comando Bluetooth viene registrato il feedback che una coppia non è stata raggiunta.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.