Prezzi auto in su, alla faccia della crisi. Ma ci sono brand virtuosi

Il 2013 è stato l'anno di maggiore aumenti per le auto. Nemmeno l'aumento dell'Iva è riuscito ad evitare che gran parte delle case automobilistiche ritoccassero i prezzi. Tra le più virtuose c'è Fiat.

Prezzi Auto

Chi sale e chi scende nell’aumento dei prezzi? Potremmo definire questa la madre di tutte le domande nel mondo dell’auto e a cui periodicamente Dat-Italia, azienda che si occupa della gestione delle quotazioni dell’usato e dei listini del nuovo, tenta di dare una risposta precisa con il suo osservatorio. Un’analisi che punta ad offrire un panel preciso del prezzo di ogni vettura, uno strumento di lavoro valido non soltanto per tutti gli addetti ai lavori, che hanno così un ulteriore elemento di guida per orientarsi nel difficile mondo delle permute, ma anche a tutti gli automobilisti che così possono capire, davvero, come investire al meglio i propri soldi.

L’analisi di questo ultimo periodo mette in primo piano un fatto importante: nonostante la crisi, il 2013 è stato l’anno di maggiore aumenti per le auto. E nemmeno l’aumento dell’Iva, che ricordiamo è stato dell’1%, è riuscito ad evitare che gran parte delle case automobilistiche ritoccassero i prezzi. Visti però i risultati della scelta poco felice, vedi crollo di vendite ulteriore, nel 2014 molti hanno preferito mantenere fermi i prezzi, anche se non tutti l’hanno pensata allo stesso modo.

Fra le marche più virtuose c’è stata la Fiat che, pur avendo ben 4 modelli nella classifica delle top 20 più vendute nel 2014, non ha aumentato sensibilmente i prezzi nel 2015, a parte il 3% della “500”, ma si sa i modelli di grande successo subiscono sempre questa sorte. Stesso discorso per Volkswagen e Renault, mentre Dacia ha lasciato quasi invariato il prezzo della Duster, nonostante l’incremento delle vendite, aumentando però il prezzo degli altri modelli.

Da segnalare, infine, Suzuki e Kia che, pur avendo conquistato nuove quote di mercato nel 2014, hanno addirittura ridotto il prezzo di qualche modello.

“Senza alcun dubbio, costruttori ed importatori dovrebbero aver capito che questo non è il momento ideale per aumentare i prezzi delle auto. Alcuni hanno persino investito in un miglior servizio post-vendita che sembra essere più apprezzato di qualche inutile optional passato di serie”, Antonio Coppola, direttore generale Dat-Italia.