Amburgo,  Nella gamma Toyota, Avensis sta per “ammiraglia”. In effetti si tratta di un’auto di segmento D, del quale in Europa occupa il quinto posto della top ten. Nessuna meraviglia se consideriamo che Lexus è il brand di lusso della Casa giapponese, non alter ego ma altro da Toyota, ed anche se teniamo conto del fatto che Avensis per doti naturali si propone nella parte alta del segmento dove ci sono le auto di pari categoria che sconfinano nell’area di mercato E, quella delle ammiraglie appunto. Arrivata sul nostro mercato nel 1998 e con la gamma attuale dal 2003, Avensis viene dotata ora di due motori turbodiesel common rail di ultima generazione di 2.2 litri che si aggiungono al 2.0 16v anch’esso a gasolio e ai due a benzina di 1.6 e 1.8 litri, entrambi 16 valvole. Due motori che meglio si addicono ad un’auto che vuole svolgere il ruolo di ammiraglia ed ha bisogno di competere su livelli diversi con le agguerrite rivali tedesche, soprattutto, di Mercedes, Audi, Bmw e Volkswagen. In effetti si tratta di un solo motore tutto in alluminio dalla doppia personalità, tale per la diversa dotazione di cv: uno 150 e l’altro 177 che da giugno prossimo (prezzi ancora da stabilire che per la berlina saranno circa 24.000,00 e 27.000,00 euro) equipaggeranno sia la berlina sia la station wagon, in attesa che lo riceva in dotazione anche la carrozzeria monovolume “Verso”. La caratteristica di questo motore 2.2 D-4D, quale che sia la dotazione di “cavalleria” sta nel common rail della terza generazione con tecnologia piezoelettrica. In estrema sintesi, il common rail è collegato con quattro unità piezoelettriche per l’iniezione mentre un quinto iniettore, collegato con la pompa, assicura l’iniezione nella porta dello scarico, soluzione esclusiva del sistema Toyota D-Cat (letteralmente Diesel clean advanced technology), ovvero l’avanzata tecnologia del diesel pulito della Casa giapponese, un insieme di tecnologie integrate che si combinano per produrre le più basse emissioni nocive rispetto asd ogni moderno motore diesel. La sua efficienza, inoltre, è garantita dal basso rapporto di compressione che nella versione 177 cv con il valore di 15,8:1 è il più basso tra gli attuali motori diesel prodotti in serie. Infine, l’unità motrice da 177 cv utilizza una nuova generazione di candelette ad incandescenza di tipo ceramico capaci di raggiungere temperature molto più alte, 100 gradi in più rispetto alla precedente generazione, il che consente una riduzione delle emissioni ed un migliore comportamento nell’avviamento freddo. I due motori sono abbinati ad un nuovo cambio manuale a 6 rapporti, veloce e preciso grazie all’impiego di sincronizzatori multicono dalla prima alla quarta marcia, mentre per la leva dell’albero di selezione utilizza un cuscinetto a scorrimento, oltre a un albero a forcella e una piastra di guida per diminuire l’entità del gioco dopo il cambio. La differenza tra il motore con 150 cv e quello con 177 è che quest’ultimo ha la sesta con rapporto più lungo. I motori 2.2 D-4D sono prodotti nello stabilimento polacco di Jelcz-Lasskowice, l’ottavo sito che Toyota ha realizzato in Europa a conferma della sua attenzione verso i mercati del Vecchio Continente pari a quella che riserva al mercato giapponese ed a quello statunitense. Attenzione che ha cominciato a concretizzarsi nel 1971 quando il produttore giapponese gettò le basi dei suoi insediamenti europei in Portogallo, a Salvator Caetano, puntando poi su Gran Bretagna, Francia, Turchia, Polonia e Repubblica Ceca. Abbiamo provato la Avensis 2.2 D-4D in Germania, in due percorsi attorno ad Amburgo. La pagella di Automotonews posto guida 9 plancia e comandi 8 strumentazione 8 climatizzazione 9 visibilità 8 finitura 9 equipaggiamento 9 abitabilità 9 bagagliaio 9 comfort 9 motore 10 accelerazione 10 ripresa 10 cambio 9 sterzo 9 freni 9 tenuta di strada 9 stabilità 9 consumi 9

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.