Marsiglia,  Prima la Toyota con la sua Aygo. Ora la Citroën con la C1. A breve la Peugeot con la sua 107. Le tre della joint venture ceca diranno “mia”. E che lo siano le tre city car non ci sono dubbi. Una e trina. Cloni con poche personalizzazioni. Nessuno, tra giapponesi e francesi di questa “santa alleanza”, potrà smentire che sono identici carrozzeria, porte e portellone, vetri, struttura della plancia e dei sedili, motori e cambi, pianale e freni e che le differenze dei connotati le fanno, per quel che possono, cofano motore, fari anteriori, scudi paraurti, parafanghi anteriori, allestimenti interni, gruppi ottici posteriori. Manabu Morisaka ha parlato di design Toyota; Donato Coco, pugliese di Rignano Garganico, di design Citroën; Bruno de Guilbert, quando sarà, parlerà di stile Peugeot. Ciascuno ne rivendica la paternità. Noi propendiamo per un riconoscimento a Coco il quale certamente ci ha messo non solo le idee ma anche la matita. L’obiettivo primario è stato certamente raggiunto, se era comprimere i costi di produzione, razionalizzare le risorse, offrire un prodotto di qualità al minore prezzo possibile. Aygo, C1 e 107 arriveranno sul mercato tra giugno e luglio e in quel momento finirà il “volemose bene”, come abbiamo già scritto in occasione della presentazione della piccola Toyota, e comincerà la rivalità commerciale. E per quanto sui tre fronti si siano identificati i cosiddetti target dei possibili acquirenti è ancora difficile capire quali parametri faranno la differenza. Il marchio? Quindi, personalità. La C1 ne ha ed è facilmente riconducibile e assimilabile a quella di C2 e C3, evidenziando per ciò stesso un’immagine di famiglia auspice degli stessi successi commerciali che arridono alle due compatte che hanno preceduta quest’ultima. Sbalzi contenuti, paraurti generosi, forme armoniose: questa piccola Citroën coniuga uno stile che suscita simpatia al primo sguardo, mutuando questa prerogativa dalla C3 Pluriel, la trasformista, che sul sex appeal ha costruito il suo indiscusso successo. Dentro, regno della essenzialità e della comodità (c’è posto ampio e confortevole per quattro passeggeri), come fuori la C1 ha il potenziale per farsi desiderare, guidare, vivere in città e fuori dal caotico traffico urbano nel quale, soprattutto, dimostra doti di maneggevolezza, piacere e facilità di guida, agilità, vivacità in una con quella sensazione di sicurezza. Che diventa certezza perché sai che la tua C1 di serie è dotata di dischi ventilati sui freni anteriori, Abs abbinato al ripartitore elettronico di frenata, Ref, controllo della stabilità in curva, airbag lato guida e passeggero. Se aggiungiamo il servosterzo elettrico abbinato alla regolazione in altezza del volante ed il cambio automatico SensoDrive con opzione manuale sequenziale la C1 si fa invidiare anche da auto di categoria superiore. Arriva a giugno sul mercato italiano con 5 offerte e come primo approccio col solo motore benzina (di Toyota per le tre sorelle di Kolin, come uguale è il diesel common rail Psa per tutte e tre), con prezzi non da auto low cost ma appetibili per una scelta che sia mirata anche ai bassi consumi (il benzina 4,6 litri/100 km su ciclo misto normalizzato, il diesel 4,1 litri/100 km) e ai costi di riparazione limitati (ad esempio per il diesel frequenza di manutenzione ogni 30 mila chilometri), secondo quanto annunciato da Citroën. Infine garanzia di due anni (Toyota anche per Aygo di cinque anni) e anticorrosione di dodici anni. Abbiamo provato la Citroën C1 col motore benzina 1.0 68 cv, cambio manuale. La pagella di Automotonews: posto guida 7 plancia e comandi 7 strumentazione 7 climatizzazione 7 visibilità 7 finitura 8 equipaggiamento 8 abitabilità 8 bagagliaio 6 comfort 7 motore 8 accelerazione 8 ripresa 8 cambio 7 sterzo 8 freni 8 tenuta di strada 8 stabilità 8 consumi 9 (ore 17:15) La Gamma ed i prezzi. Disponibili da giugno 2005: 3 porte 1.0 C1ty 8.500,00 euro 3 porte 1.0 Amic1 9.500,00 5 porte 1.0 C1ty 8.800,00 5 po

SHARE
Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.