Monza,  Il passaggio all’impero Ford se ha dato alla Jaguar la possibilità di incidere nel mercato con forza e varietà di prodotti ha sotto certi aspetti snaturato il dna dell’aristocratica marca inglese per rispondere a logiche di marketing che, per esempio, l’hanno “costretta” a costruire macchine come la X-Type a trazione anteriore e basata sulla Mondeo, o a inserire il Diesel nella sua gamma, o infine a concedersi alla station wagon. Ma c’è tempo per tutto ed oggi il Giaguaro recupera immagine e vocazione sportiva che comunque le appartengono per diritto di nascita. Ed è facile prevedere che il doppio arrivo sul mercato italiano, dove Jaguar ha avuto sempre clienti ed estimatori, della XK Coupé e della XK Convertibile sarà accolto con sincera soddisfazione e nuovi attestati di ammirazione e stima, soprattutto sul piano commerciale che è quello che conta. E’ come se la Jaguar avesse girato pagina e rispetto alla precedente gamma prodotta dal 1999 fino alla scorsa estate in circa 90 mila unità e alla XK, sia nella versione coupé sia in quella cabriolet, imprime le stimmate della sua sportività coniugata all’eleganza del design in una chiave di lettura moderna, proponendo due auto dal grande fascino ma piene soprattutto tecnologia e di novità, come ad esempio l’utilizzo dell’alluminio non solo per la carrozzeria ma anche per la scocca. E la prima impressione ricavata sul circuito d Monza, dove abbiamo provato le due Jaguar, è stata di due vetture che fondono in un mix ben equilibrato nelle componenti agilità, equilibrio, comfort, divertimento, facilità di guida. Se si tiene conto che il progetto XK è partito dalla Convertibile e non dalla Coupé, come di solito accade, al fine di ottimizzare la struttura aperta senza essere costretti ad aggiungere rinforzi e correttivi di vario genere a quella della versione chiusa, si capisce come in Jaguar abbiano voluto dare un segnale preciso soprattutto a quella concorrenza che in quest’area di mercato fin oggi l’ha fatta da padrona. Sobrietà, eleganza, armonia di linee e di soluzioni sia nella Coupè sia nella Convertibile anche se gli antichi amanti della Jaguar possono ritenere che queste due sportive non hanno l’assoluto fascino delle creature che prima del 1972 hanno caratterizzato la leggendaria era di sir Williams Lyons. Ian Callum, il talentuoso design scozzese che ha disegnato le due auto, ha certamente voluto rinunciare ad un fascino coinvolgente affidando questa potenzialità a linee che hanno volutamente evitato le citazioni per garantire alle due XK una connotazione personalissima ed esclusiva senza richiami del passato. Che però in esse (ri)vive splendidamente. Ciò non mi esime però per quanto riguarda la XK Cabriolet di evidenziare che essa almeno nel frontale richiama la leggendaria E-Type, la stupenda roadaster dei turbolenti anni Sessanta che ha fatto sognare intere generazioni. Per cui nessuno ce ne voglia se assimilando la XK Convertibile a quel Mito e la ritengo erede e continuatrice di quella dinastia. Gli interni sono in assonanza con il design ed enfatizzano il lusso e l’ergonomia che in queste 2+2 (ma i due posti dietro non riteneteli tali ed assolutamente d’emergenza) si concretizza in comfort, convivialità, piacere di guida assoluto, garanzia di sicurezza ad altissimo livello, possibilità di interpretarne le doti sportive secondo il proprio temperamento e la propria versatilità nei confronti di due auto che sono allo stesso tempo e soprattutto sportive. Il cambio automatico/sequenziale a 6 rapporti con comandi al volante è il partner ideale per il V8 di 4,2 litri di 298 cv per fare esprimere all’una e all’altra macchina tutto il loro temperamento. La Coupé da 0 a 100 km/ h ci arriva in 6 secondi ed 2 e la Convertibile in 6,3; entrambi toccano la velocità massima di 250 km/h limitata elettronicamente. Una verità è inconfutabile. Queste due sono le Jaguar più tecnologiche e più all’avanguardia fin oggi prodotte. Come dimostra il lungo elenco delle dotazioni di

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.