Messina – La Serie 1 è la “piccola” di casa Bmw. Ma questo suo status non le vieta di avere una gamma d’incredibile varietà (berlina 3 e 5 porte, coupé e cabrio), numericamente allettante (55 allestimenti), e di usufruire nel tempo di tutte le innovazioni tecnologiche di cui la Casa di Monaco di Baviera è capace.
Ultima dimostrazione è il motore 2,0 litri turbodiesel 4 cilindri 204 cv figlio di quella generazione di  propulsori che di generazione in generazione (siamo alla terza) non finisce di stupire.  Basamento interamente in alluminio che ha ridotto il peso del blocco di ben 17 chili, doppia turbina a geometria variabile (VVT), iniezione common rail di terza generazione con iniettori piezo-elettrici che inviano il carburante  nelle camere di combustione ad una pressione di 2.000 bar, questo 4 cilindri è il primo al mondo a sviluppare  una potenza specifica di oltre 100 cv/litro e nello stesso tempo a garantire un consumo medio di 5,2 litri/100 km ed emissioni di CO2 di 138 g/km. In pratica, fatte le dovute differenze, è un motore che nasce dalla esperienza fatta per la prima volta sul più potente diesel 6 cilindri in linea della Serie 5 dotato di 286 cv introdotto poi su altri modelli Bmw. La novità “mondiale” è ora che per la prima volta il VTT è impiegato su un diesel a 4 cilindri. Un motore elastico, potente, silenzioso e piacevole nella gestione anche quando si affonda il piede del gas e si lascia briglia sciolta ai 204 cv che si scatenano in un entusiasmante crescendo.
Il piacere di guida è, altresì, assicurato da un’altra nuova tecnologia che trova applicazione sulla Serie 1, ovvero la “efficientdynamics” (con funzione rigenerante della energia frenante, funzione “auto start stop”, indicatore delle cambiate di rapporto suggerite), e dal servosterzo elettrico. Il sistema di rigenerazione dell’energia frenante assicura che la batteria, dopo avere raggiunto una condizione di minimo carico, venga ricaricata sostanzialmente soltanto durante le frenate o le fasi di rilascio, mentre il generatore viene sganciato durante l’accelerazione. La funzione “auto start stop” rivela tutta la sua efficienza nel caotico traffico cittadino. E’ un sistema che spegne automaticamente il motore quando non serve, al semaforo per esempio, e il consumo di carburante scende a zero in questo particolare momento: messo il cambio in folle e togliendo il piede dalla frizione il sistema elettronico spegne il motore che riparte non appena il pilota affonda il pedale della frizione, senza esitazione e senza che si debba fare altro se non innestare la prima e riprendere la marcia.
C’è, inoltre, un indicatore delle marce che dà le condizioni ideali per la migliore gestione del carburante: l’elettronica del motore calcola, a seconda delle situazioni di guida, il momento più favorevole per salire di marcia per contenere i consumi; il pilota viene informato del momento ideale in cui deve cambiare marcia da una freccia sul cruscotto che indica il rapporto migliore da selezionare.
Il servosterzo elettrico (EPS) utilizza energia soltanto quando lo sterzo stesso richiede effettivamente assistenza o se il pilota lo vuole. (quando si guida in rettilineo o si effettuano curve regolari senza modificare l’angolo di sterzo, nessuna energia viene sprecata. (ore 10:00)


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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.