La Bagnaia (Siena), Parola d’ordine: 100 chili in meno. Trasformazione totale di Mazda2, che della progenitrice – arrivata nel 2003 in sostituzione dell’iniziale Demio che esordì in Italia nel 2000 – conserva solo il nome. Per il resto in Mazda hanno deciso di voltare decisamente pagina e senza rimpianti per un modello che nella sua precedente configurazione da piccola monovolume non ha riscosso il successo che forse meritava è stato deciso di intraprendere una nuova strada proponendo una berlina che parte con la 5 porte ed i motori benzina per ampliare subito dopo la gamma con la 3 porte e il motore Diesel che, lo annunciamo subito, arriva dall’intesa Ford-Psa e sarà l’apprezzato turbodiesel common rail di fabbricazione Peugeot 1.4 68 cv.
Rispetto all’attuale Mazda2 la nuova è più corta di 3 cm e più bassa di 6 e solo in larghezza guadagna 2 cm, il che ha consentito agli stilisti e ai tecnici Mazda – i quali hanno lavorato, anticipandola, sulla meccanica della prossima Ford Fiesta – di realizzare una berlina compatta di segmento B dall’aspetto piacevole, sotto certi aspetti innovativo, che coniuga nel suo design l’essenzialità e la sportività, doti caratteriali meglio espresse e definite nelle fiancate, nella coda col lunotto a “freccia”, nel musetto arrotondato, nei grandi fari a mandorla ripresi nei gruppi ottici posteriori a sviluppo orizzontale che quasi come una parentesi incorniciano la parte bassa del lunotto.
I tratti moderni si riscontrano anche nell’abitacolo con interni razionali, gradevoli, innovativi in certe soluzioni come la tasca portariviste integrata nello sportello del cassettino alla quale si può accedere anche quando questo è chiuso.
Il comfort è stato ben curato e sia la posizione di guida, sia la sistemazione nel posto anteriore e in quelli posteriori si trova facilmente e garantisce buon comfort anche a persone di taglia superiore alla media. Proprio in riferimento al pilota avere la possibilità della regolazione del volante non solo in altezza ma anche in profondità avrebbe permesso ad un eventuale conducente più alto del normale a potersi sistemare senza sacrificare eccessivamente il passeggero dietro.
Ma, come si accennava in premessa, la prerogativa più importante e rivoluzionaria della nuova Mazda2 è il suo peso ridotto. Mazda2, infatti, è la prima berlina in questo segmento a scendere sotto i 1.000 chili e i suoi 995 kg costituiscono oggi un autentico primato e probabilmente indurranno i costruttori concorrenti ad entrare anch’essi in questa inedita competizione aperta dalla marca giapponese che manco a dirlo, con la riduzione di peso stabilisce nuovi parametri di consumo ed emissioni, abbassando anche questi. Tutto ciò è stato possibile con alcuni interventi che hanno riguardato le sospensioni e soprattutto la scocca che grazie a materiali di ultima generazione, come gli acciai ad alta resistenza che non hanno comportato rinunce in termini di sicurezza, hanno reso possibile “smagrire” di oltre 20 chili la scocca, in aggiunta a tante altre piccole sottrazioni di peso che hanno riguardato molti dettagli, come ad esempio le cerniere delle porte.
Mazda2, non più prodotta nello stabilimento di Valencia ma ad Hiroshima, è da qualche giorno disponibile nelle concessionarie con i motori benzina 1.3 75 e 86 cv e 1.5 103 cv, tutti a fasatura sequenziale delle valvole e con cambio manuale a 5 rapporti, negli allestimenti Easy, Play e Fun e dotazione di serie che in rapporto al prezzo rende la sua proposta nel segmento B abbastanza allettante.
La Easy 1.3 75 cv costa chiavi in mano euro 11.200,00 ed ha di serie: Abs più Ebd, sistema di assistenza alla frenata Bas, 6 airbag (anteriori, laterali anteriori e a tendina anteriori e posteriori) attacchi Isofix nei sedili posteriori, servosterzo elettrico Epas, chiusura centralizzata con telecomando, alzacristalli elettrici anteriori, specchietti esterni elettrici, predisposizione radio con antenna e 2 altoparlanti, cerchi min acciaio da 14 pollici. Climat

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.