Roma – Vectra addio. Ventuno anni appena compiuti, tre generazioni, con qualche rimpianto e tante soddisfazioni. Benvenuta Insignia, erede ambiziosa nelle idee e nelle prerogative. Segmento D è vero, ma vocazione da ammiraglia. Opel volta pagina e mentre tenta di smarcarsi da General Motors per avere sostentamenti finanziari dal governo tedesco affida a questa berlina con sembianze da coupé la missione del rilancio che, in sintesi, vuole coniugare praticità, funzionalità e bellezza. Da Insignia in avanti le Opel saranno così. Obiettivo non facile, stante il drammatico momento, ma legittimo crederci come fa Roberto Matteucci, amministratore delegato di General Motors Italia, orgoglioso di presentare l’ultima “creatura” che nasce a Russelsheim, in Germania, polo industriale all’avanguardia.
Dire che Insignia è l’erede di Vectra è riduttivo. Questa auto è tutta un’altra auto. Nel design: imponente, armonioso, muscoloso, seducente, elegante col suo tetto basso, ben proporzionata tra l’anteriore prominente, impreziosito dal cofano che evidenzia venature che incorniciano i fari, che si  collega con una fiancata che sembra una lama al posteriore dove la prosecuzione dei montanti genera l’effetto spoiler del baule, abito d’alta sartoria cucito a misura per una berlina che è lunga m 4,83, larga 1,86 e alta 1,50. Negli interni: con la creazione di ambienti spaziosi e confortevoli, enfatizzati da una plancia imponente che esprime sicurezza, rivestimenti e finiture d’alto ammiragliato. Nella tecnologia: che ha nel FlexDrive (telaio a controllo elettronico che permette di impostare il  comportamento dell’auto) la espressione di eccellenza tra i tanti altri sistemi che hanno contributo a fare conseguire alla Insignia la “laurea” in “Auto dell’anno 2009” e in “5 stelle EuroNCAP”. Nei motori: benzina e Diesel tutti turbo e tutti 16 valvole. Nelle trasmissioni: manuale o automatica comunque a 6 rapporti. Nella novità: costituita dalla trazione integrale a controllo elettronico. Infine nei prezzi: che nel rapporto con i contenuti prefigurano una gamma di prepotente impatto concorrenziale non solo nel segmento di appartenenza.

Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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