Mattinata Gargano (Foggia) – R come “ruggito”. Il ruggito del Giaguaro. Già, perché con la versione sovralimentata XFR, la berlina XF lanciata sul mercato appena un anno fa diventa una vera e propria belva da lasciar scatenare, con le dovute precauzioni, che s’impegna per render pratico quanto espresso a parole dall’ad Jaguar, Tim Watson, che vuole che le proprie vetture significhino: prestazioni leggendarie, spirito libero, design intelligente, vetture belle e veloci. Con XFR si è colpito nel segno. Ora Mercedes e Bmw sono avvisate. XFR, assieme alla versione sovralimentata della XK, XKR, è una validissima concorrente delle cattive tedesche, rispettivamente le Amg di Mercedes e le M di Bmw.
Con un inedito motore V8 sovralimentato da 5.0 litri, 510 cv di potenza e 625 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico 6 rapporti, la XFR rappresenta un enorme passo avanti. Rispetto alla precedente versione sovralimentata da 4.2 litri, la potenza è stata aumentata del 23% e la coppia del 12% per una spinta da 0 a 100 km/h in soli 4,9 secondi.
I miglioramenti sono stati ottenuti senza compromettere le prestazioni della precedente generazione di motori sovralimentati anzi, i consumi nel ciclo combinato e le emissioni di C02 sono più bassi del motore 4.2 che sostituisce e per questo il nuovo 5.0 soddisfa anche i requisiti Euro5.
Cattiva non solo nell’anima ma anche nell’aspetto. Il design, infatti, si caratterizza per una serie di finezze estetiche intrinseche alla filosofia delle vetture “R” di Jaguar. Il frontale presenta una calandra più larga nella parte inferiore con un nuovo schema a rete dalle finiture nere e prese d’aria esterne cromate. La parte superiore della calandra mantiene la finitura lucida della XF, mentre sul cofano vi sono prese d’aria aggressive, come per la XKR. Quattro grandi terminali di scarico e il piccolo spoiler integrato sul cofano del portabagagli rendono infine la XFR immediatamente riconoscibile.
In linea con l’incremento di prestazioni, la XFR adotta dischi anteriori autoventilati da 380 mm di diametro. I pneumatici da 20” sono stati scelti per accentuare il carattere dinamico della vettura, ma anche e soprattutto per migliorare l’aderenza sul bagnato.
Due le nuove tecnologie degne di nota al servizio del guidatore per meglio domare la belva: il controllo attivo del differenziale (Adc) e l’Aptive dynamics, entrambe di serie. L’Adc, con funzionalità di Traction e Handling, è un’alternativa a controllo elettronico al differenziale tradizionale, completamente meccanico, che offre strategie di comando più sofisticate. Può variare la sua coppia di bloccaggio (e quindi la percentuale di coppia inviata a ciascuna ruota motrice) secondo le condizioni della superficie stradale e della potenza applicata. Ottimizzando la trazione su ogni ruota, migliora l’accelerazione sulle superfici con scarsa aderenza e il comportamento in curva. Al contrario del differenziale meccanico tradizionale che può compromettere la stabilità in caso di un brusco incremento di potenza, l’Adc non ha effetti negativi sulla stabilità della vettura. Il nuovo sistema Adc viene disattivato quando non è richiesto, diversamente dalla versione meccanica che resta sempre attivo, per cui non determina il rischio di un indesiderato comportamento sottosterzante e non crea problemi di rumorosità e/o vibrazioni a basse velocità.
L’Adaptive Dynamics, invece, è un sistema di ammortizzazione attiva altamente sofisticato che regola automaticamente la taratura degli ammortizzatori delle sospensioni per adattarli sia alle condizioni della strada sia allo stile di guida. Le tre funzioni principali dell’Adaptive Dynamics sono controllare il movimento verticale della carrozzeria, la velocità di rollio e la velocità di beccheggio. A tale scopo analizza cento volte al secondo i movimenti indotti della carrozzeria e imposta ogni ammortizzatore al livello appropriato per mantenere un assetto costante e bilanciato, ottimizzando il controllo senza compromettere la marcia. Sempre cento volte al secondo è in grado di prevedere la velocità di rollio dovuta ai movimenti dello sterzo, aumentando in modo selettivo le forze di ammortizzazione per ridurre la velocità di rollio. Infine, analizza la velocità di beccheggio anteriore e posteriore dovuta all’azionamento dell’acceleratore e dei freni e varia di nuovo le forze di ammortizzazione per ridurre il beccheggio, migliorando ulteriormente comfort e controllo.
Al fianco della coupè sovralimentata XKR, disponibile anche Convertibile, l’immagine che si presenta allo spettatore è quella di due felini lasciati liberi di correre e divertirsi, ad un prezzo di 91.100 euro per la XFR e 106.000 euro per la XKR coupè (che diventano 114.300 euro per il cabrio). Roar.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.