Verona – Dopo la Roomster che ha dato alla Skoda la possibilità di inserirsi con buone chances di successo nell’area di mercato delle monovolume compatte, il brand ceco del Gruppo Volkswagen percorre una nuova strada inserendo nel suo listino la Yeti, modello che per caratteristiche coniuga la fuoristrada (la sua altezza è di m 1,69), berlina di segmento C (lunga 4,22 quanto la Golf), crossover (la trazione integrale le consente di cavarsela in qualsiasi situazione) con vocazione cittadina con particolare attenzione agli amanti del tempo libero dal momento che la sua modularità non ha niente da invidiare ad una monovolume. Il design è gradevole e fa parte del panorama generale di un’area di mercato in cui più che soluzioni scenografiche si bada alla sostanza. Ma è all’interno che la Yeti presenta subito le sue credenziali che attestano funzionalità. comodità e sicurezza. I sedili anteriori, comodi, sono regolabili anche in altezza; il divanetto posteriore, frazionato e scorrevole consente di portare avanti e indietro di 11 centimetri le poltroncine laterali, a seconda della capienza che si chiede al bagagliaio (lo spazio minimo è di 426 litri che può arrivare a 1.760), hanno lo schienale reclinabile su tre posizioni, possono scorrere lateralmente di 8 cm verso l’interno per viaggiare in quattro su posti singoli e, inoltre, si possono rimuovere per trasformare la Yeti in un furgoncino e affrontare un trasloco. Il fiore all’occhiello della Yeti è la trazione integrale (ci sono anche gli allestimenti solo trazione anteriore) che ha un sistema efficace che si basa su una frizione lamellare ad azionamento elettroidraulico Haldex gestita elettronicamente che ricevendo le “notizie” necessarie da alcuni sensori (come l’Esp) gestisce autonomamente la distribuzione della coppia: se mantenerla al 96% all’anteriore, passarla al 90% al posteriore, distribuirla sulle quattro ruote, trasferirla per mezzo del differenziale elettronico Eds ad una singola ruota, quella che in momenti critici ha la massima aderenza. L’allestimento Experience (della nostra prova) ha anche un pulsante “off road” che varia l’erogazione della coppia su fondi particolarmente difficili (neve o ghiaccio) e mantiene la velocità ridotta nelle discese più ripide. Tre gli allestimenti (Active, Adventure ed Experience), cinque le motorizzazioni (benzina 1.2 TSI 105 cv, 1.8 TSI 160 cv; diesel 2.0 TDI Cr Fap 110 cv, 140 cv e 170 cv), cambi manuali a 5 e 6 rapporti (l’automatico Dsg a 7 rapporti arriverà a Giugno), prezzi compresi tra i 18.830,00 euro della 1.2 FSI Active trazione anteriore e i 30.000,00 euro della 2.0 TDI Cr Fap 170 cv Experience 4×4. I prezzi possono sembrare non da Skoda ma sono giustificati da corredi base, già notevole per l’Active che ha tra l’altro Esp, sei airbag, alzacristalli elettrici anteriori, specchietti retrovisori elettrici, climatizzatore. (ore 09:00)
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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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