Mini Coupé

Mini Coupé

Cremona –  Continuano a chiamarla Mini, ma per l’estensione della gamma è Maxi. C’è la Berlina (Hatchback), c’è la Cabrio, ci sono la John Cooper Works, la Clubman, la Countryman e ora la Coupé. E se guardiamo ai prossimi arrivi, la Roadster e la Paceman, la gamma offre un ventaglio di possibilità che soddisfa i gusti del più accanito appassionato Mini e del suo stile unico di essere “automobile”.
Con oltre 2 milioni di unità vendute nel mondo dal lancio nel 2001 (oltre 200mila solo in Italia), Mini dimostra una “speciale” strategia di crescita e di successo che ora passa attraverso la Coupé, la prima due posti della gamma. che al primo impatto visivo colpisce per due “connotati” unici: il tetto che sembra “posticcio”, evidenziato da una colorazione nettamente diversa da quella della carrozzeria, appena poggiato, sulla vetratura che definisce il perimetro della Coupé; l’abitacolo in grado di accogliere solo due persone. Come se la Coupé debba essere considerata lo annuncio della Roadster che la famiglia snob di Casa Bmw presenterà nel gennaio 2012 al Salone di Detroit. Alla quale basterà togliere, appunto, il tetto fisso per la trasformazione di carrozzeria (ma sarà molto di più di questa esemplificazione).
L’impronta sportiva della Mini Coupé è ben messa in evidenza da tutto il complesso “architettonico” e dai dettagli di un abito confezionato su misura per strizzare l’occhio al target di possibili clienti per i quali sportività non si coniuga necessariamente con età.
 E come in tutte le Mini che l’hanno preceduta  anche in questa c’è quel “qualcosa” d’antico reinterpretato in chiave moderna che dà alla signorina chic della grande famiglia dell’Elica gli stilemi della indimenticata auto disegnata da Issigonis. Ovviamente in questo contesto costituiscono elementi di enfatizzazione sportiva lo spoiler integrato nel tetto e quello attivo integrato nel cofano posteriore che fuoriesce automatica quando si superano gli 80 km/h e rientra in fase di decelerazione sotto questo limite (soluzioni già viste su sportive di altro segmento e lignaggio come Porsche e Peugeot). Spoiler che non hanno, però, solo una funzione estetica ma svolgono un ruolo concreto e determinante nella dinamica di marcia realizzando un ottimo equilibro di flussi tra l’asse posteriore e quello anteriore e alla velocità massima generano (soprattutto il posteriore) una deportanza supplementare.
L’architettura delle sospensioni si poggia su uno schema  McPherson nell’anteriore e su un multilink nel posteriore.
L’interno è perfettamente intonato al design esterno e gioca la sua configurazione con geometrie ellissoidali ricavate nel cielo del tetto che ottimizzano lo spazio per la testa del pilota e del passeggero.
Le misure sono simili a quelle delle Hatchback, o Berlina che dir si voglia. Cambia ovviamente il baricentro con un’altezza abbassata di 51 mm, portata a metri 1,378. Le misure di partenza hanno permesso di realizzare la migliore soluzione del bagagliaio che in auto di questo tipo è più croce che delizia. Alle spalle dei due posti è stato studiato e ricavato un vano supplementare al quale si accede anche dal di dentro mentre il classico vanno portabagagli ha un’apertura che permette di sfruttare al meglio proprio questo spazio dietro i sedili.
La batteria motoristica (3 benzina, 1 diesel, tutti a 4 cilindri abbinati ai cambi  manuale o automatico, entrambi a 6 rapporti) è variegato per dare alla Coupé il “fuoco di fila” che ci si aspetta da una sportiva. Il motore d’accesso alla gamma in dotazione alla Cooper è l’aspirato di 1.598 cc con 122 cv a 6.000 giri e coppia di 16,3 kgm a 4.250 giri, capace di spingere la Coupé alla velocità massima di 204 km/h e di andare da 0 a 100 km/h in 9 secondi netti. Lo stesso motore ma turbo con 184 cv a 5.500 giri e coppia di 24,4 kgm tra 1.600 e 5.000 giri equipaggia la Cooper S. E’ un motore in grado di toccare i 230 km/h di velocità massima e di fare da 0 a 100 km/h in 6”9. Al vertice della gamma benzina lo stesso motore turbo con 211 cv a 6.000 giri e coppia di 26,5 kgm tra 1.850 e 5.600 giri in dotazione alla John Cooper Works. Tocca i 240 orari e in appena 6”4 arriva a 100 km/h con partenza da fermo. L’unità diesel turbo common rail è di 1.995 cc con 143 cv a 4.000 giri e coppia di 31,1 kgm tra 1.750 e 2.700 giri. Tocca i 216 km/h e va da 0 a 100 in 7”9. Equipaggia la Cooper SD.
Per un’auto di questo genere non ci sono solo adeguate dotazioni di serie in fatto di sicurezza, comfort e piacere di guida (Dsc, Dtc , Edl, airbag frontali, laterali, per la testa e il torace, servoassistenza in funzione della velocità, park distance control ed altro ancora) ma anche optional di tutti i tipi (fari allo Xeno, Adaptive light control, Comfort access, climatizzatore automatico, specchietti retrovisori esterni ed interno autoanabbaglianti, altoparlanti hifi Harman Kardon, predisosizione Bluetooth per telefono cellulare e interfaccia audio Usb, radio Mini visual boost, sistema di navigazione, Mini connected che mette a disposizione le funzioni webradio, la ricerca locale di Google e Google send to car, la ricezione di Rss newsfeed e l’utilizzo di Facebook e Twitter).
I prezzi chiavi in mano: la Mini Coupé Cooper costa euro 23.595, la Cooper S  27.981,25, la John Cooper Works  33.426,25 e la Cooper SD  28.989,58.
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