Pomigliando d’Arco – Panda, terza generazione. Panda, ancora Panda 31 anni dopo. Panda non più polacca (dallo stabilimento Fiat Auto Poland di Tychy in cui veniva prodotta, il 4 luglio scorso è uscita dalle linee di montaggio l’esemplare numero “due milioni”) ma italiana. Panda la scommessa di Fiat col “modello Pomigliano d’Arco”. Sarà una casualità, ma il fatto che il polo produttivo campano sia stato intitolato (dalla nascita) a Giambattista Vico assume oggi significati e valenze diverse nella dimostrazione di quei “corsi e ricorsi storici” che il filosofo, giurista e storico napoletano aveva teorizzato nel 1700 nella “Scienza nuova”.
Panda è il modo nuovo di Fiat di fare auto in Italia e la missione che le viene affidata si riallaccia alla tradizione di Panda che dal suo nascere nel 1980 è stata innovativa (tanto innovativa che la “creatura” di Giorgetto Giugiaro è rimasta inalterata per 23 anni) resistendo a modelli e mode. Nella sua filosofia di design anche questa Panda, come la seconda generazione, realizza il suo appeal senza rinnegare la progenitrice, ridefinendo, quindi canoni che sono un elegante aggiornamento attraverso linee morbide e arrotondate su una struttura volumetrica di forza regolare e sapientemente predisposta per garantire spazio, in comodità e sicurezza, a 5 passeggeri. Sicché anche il frontale della Panda III generazione, come quello delle due precedenti, esprime una forte personalità con gli elementi cofano, leggermente bombato con la nervatura centrale stile 500, calandra orizzontale, elegante, e proiettori arrotondati che evidenziano un elemento separato con funzione “luce diurna” ad accentuare connotati tipici e irripetibili.
La citazione della seconda generazione si trova non solo nel terzo finestrino, con angoli smussati in sintonia con le linee morbide del design generale per creare anche una superficie vetrata ininterrotta fino ai proiettori posteriori ancora in posizione verticale, ma anche nei fascioni paracolpi neri sul paraurti posteriore e sulle fiancate che accentuano il look “all terrain” mostrato sin dalla prima generazione ed ora enfatizzato anche da più evidenti passaruota, nella bombatura del lunotto, nelle maniglie delle porte posteriori in evidenza e non “annegate” (come su Lancia Ypsilon e Lancia MiTo) nei montanti.
L’interno, spazioso considerate le misure, evidenzia una plancia di nuova forma, un guscio polifunzionale con una cornice colorata che fa da perimetro unico a volante, radio e comandi principali, nella cui parte destra è stato ricavato un ampio tascone portaoggetti a vista come sulla prima serie, al centro la leva del cambio. La comodità dei cinque passeggeri è garantita da sedili di nuovo disegno con seduta rialzata e schienali sottili, e dalla flessibilità (il sedile posteriore è sdoppiabile e scorrevole, lo schienale del sedile passeggero anteriore si può ripiegare a tavolino).
La meccanica della nuova Panda è quella collaudata del modello attuale ma nel frattempo lo schema si è evoluto beneficiando di tutte le modifiche apportate alla 500 americana, la Fivehundred, e alla nuova Lancia Ypsilon, anche se davanti la sospensione è di tipo MacPherson e dietro troviamo il consueto ponte torcente. Sostanzialmente nell’anteriore e nel posteriore le sospensioni sono state regolate per garantire il migliore compromesso tra comfort e handling.
Solo con carrozzeria 5 porte all’inizio Panda sarà a trazione anteriore cui seguira la trazione integrale che presenterà aggiornamenti tecnici non di poco conto (giunto modificato, nuova centralina, trasmissione migliorata in funzione silenziosità, cambio manuale a 6 marce) ma anche estetici per conferire alla city-car le sembianza di una piccola… Jeep (ormai è in casa).
La gamma motori si fregia dell’”International engine of the year 2011” conferito al bicilindrico 900 cc 85 cv TwinAir turbo (che già si trova su 500 e Ypsilon) con Start&Stop al quale si affiancano al lancio un analogo propulsore aspirato 65 cv (non disponibile in Italia), l’apprezzato 4 cilindri 1.2 Fire 69 cv, e il turbodiesel 4 cilindri 1.3 Multijet II Start&Stop 75 cv che si abbinano a cambi manuale a 5 o a 6 velocità e all’automatico robotizzato Dualogic. Seguiranno le motorizzazioni bifuel 900 TwinAir turbo 80 cv Natural Power (benzina/metano) e 1.2 69 cv EasyPower (benzina/Gpl). Tutti i motori sono “assistiti” dal Gear shift indicator che suggerisce quando effettuare il cambio marcia per ottimizzare l’uso del propulsore e ridurre i consumi.
Nella gamma di Panda oltre ai 4 motori anche 3 allestimenti, 10 colori di carrozzeria, 4 ambienti, 2 coppe copriruota, 2 cerchi in lega da 14 e 15 pollici per un totale di 600 combinazioni. E tantatecnologia in funzione sicurezza e infotainmnet. Per guidare nel traffico cittadini Panda propone il dispositivo Blue&Me Tom Tom Live sistema integrato per navigazione e intrattenimento. (ore 15:00)
NEGLI ARGOMENTI CORRELATI TUTTI I DETTAGLI DELLA PANDA.