Lisbona – Per la smorfia napoletana, che attribuisce ad ogni sogno (persona, oggetto o animale) uno dei 90 numeri del  Lotto, il numero 2 sta per “a piccerella”, la “bambina”. Il 2 di Peugeot, guarda caso, continua a identificare la “piccola” della gamma, oggi non la più piccola dal momento che c’è la 107 abitante del segmento A. Un  numero, una serie in sequenza cominciata 83 anni fa, nel 1929 con la 201, ed evoluta generazione dopo generazione fino ad arrivare alla odierna 208, erede della 207. “A piccerella” è ancora fra noi.
Re-generation annunciano in Peugeot. Nella forma e nella sostanza. Tre e cinque porte la 208 è più corta della 207 di ben 7 cm, rimane sotto i 4 metri, (come Ford Fiesta e Volkswagen Polo con le quali andrà a confrontarsi), 3,96; diminuita di un solo cm anche l’altezza, 1,46; la larghezza rimane di 1,74 come il passo di 2,54 m. Più corta fuori, più grande dentro. Cinque cm che sembrano pochi ma con i quali i designer riescono a fare giochi di prestigio e che nella 208 sono evidenti quando ci si siede davanti e soprattutto dietro dove i passeggeri possono prendere posto comodamente senza risentire di ristrettezze per le gambe mentre nell’area bagagli la capacità di stivaggio è aumentata (dichiarata 280 litri con i 5 passeggeri a bordo). Misure esterne ridotte che fanno il paio con il peso sceso di 110 chili rispetto alla 207 (consumi e inquinamento ne guadagnano).
Due e cinque porte evidentemente caratterizzate, pur nel contesto di un design comune, dentro e fuori accompagnato da un largo uso di cromature ad effetto scenografico. All’esterno il frontale dominato dalla calandra “flottante”, decisamente avanzata rispetto alla linea del cofano contraddistinto dalla particolare elaborazione formale; lo sviluppo dei gruppi ottici con la linea delle luci diurne che va a definire il profilo portandolo all’interno del cofano stesso; nella fiancata oltre al profilo incavato dei passaruota lo scalino alla altezza dello attacco dei retrovisori che porta la linea dei cristalli ad abbassarsi sino a congiungersi con la scalfatura che percorre per intero la vettura per concludersi all’altezza dei gruppi ottici posteriori a loro volta contraddistinti dalla forma a boomerang e che entrano parecchio nel fianco e poggiamo sulla linea a salire del paraurti. All’interno la plancia dall’ingombro longitudinale dimezzato rispetto ai canoni attuali (il posto guida è ridotto a 35 cm contro i 38 della 207) che evidenzia la posizione rialzata del quadro strumenti, così molto più facilmente leggibile, dietro al volante di piccole dimensioni, e nella colonna centrale un grande schermo touch screen da 7 pollici, e l’Head-up display, con lo schermo trasparente retrattile che ha debuttato sulla 3008 sul quale vengono proiettate in digitale le più importanti informazioni relative alla strada.
Di taglio sportivo la 3 porte, che propone più di un richiamo al “modello mito” che è stato la 205 Gti, a partire dal fregio ora cromato che accompagna il piccolo cristallo posteriore; classicheggiante la 5 porte, con elementi particolarmente ricercati e soluzioni seducenti.
Sul fronte della meccanica, apportati i necessari aggiornamenti alla area di telaio, sospensioni e sterzo per aumentare tenuta di strada e grip, le novità si trovano nella batteria motoristica con la nuova famiglia dei benzina a 3 cilindri12v 1,0 68 cv e 1,2 litri 82 cv che andranno ad affiancare i 16v Vti 1,4 95 cv, 1,6 120 cv e 1,6 155 cv turbo. I diesel acquisiscono la tecnologia micro ibrida e-Hdi e sono gli 8v 1,4 litri Hdi 68 cv, 1,4 e-Hdi 68 cv, 1,6 e-Hdi 92 cv e 1,6 e-Hdi 115 cv. I cambi sono manuale a 5 e 6 marce o robotizzato a 6 marce, per i diesel abbinati al sistema Start&Stop. In Italia allestimenti Access, Active, Business e Allure con complessive 27 possibilità di scelta e prezzi tra 12.400 (Access 1.2 82 cv) e 19.150 euro (Allure e-Hdi 115 cv). (ore 21:00)
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