Roma – Il Land Rover Freelander è una storia di successo iniziata nel 1997 al Salone di Francoforte. Da subito si capì che sarebbe stata un’auto di forte impatto, con un effetto dirompente per la stessa Land Rover che all’epoca aveva in gamma prodotti più di nicchia come l’iconica Defender o il Range Rover. L’ampiezza del pubblico si estese ulteriormente con la seconda generazione del 2006, il Freelander 2, che abbandonò la ruota posteriore tipica da fuoristrada e aumentò la lunghezza di 5 cm.
Il Freelander 2 MY 2013 vuole proseguire l’effetto domino. Land Rover rimane un marchio riconosciuto come il primo in assoluto per le capacita “all terrain”, ma c’è un pubblico desideroso di possedere un fuoristrada/suv senza le 4 ruote motrici. È l’impatto visivo che conta e il fatto che il 40% del mercato suv in Italia sia a 2 ruote motrici lo dimostra.
Quindi, ampliamento della gamma e apertura verso un nuovo target. La principale novità del Freelander 2 MY 2013 sta proprio nell’arrivo anche in Italia della versione a 2 ruote motrici. La 2WD introdotta in tutto il mondo ha incontrato il responso favorevole del pubblico e l’esperienza positiva avuta ha convinto Jaguar Land Rover Italia a rendere disponibile questa versione anche nel nostro mercato. Un mercato suv a 2 ruote motrici molto consolidato, in cui Land Rover pensa che la 2WD possa fare il 10% delle vendite del Freelander 2, avvicinando al marchio giovani e donne (e una mano viene data pure dal prezzo base molto contenuto).
Due ruote motrici a parte, il Freelander MY 2013 reinterpreta il design esterno e rende il proprio abitacolo più semplice e lineare. La prima cosa che si nota salendo a bordo, infatti, è la nuovissima consolle centrale. Il selettore originale del “terrain response” è stato sostituito da interruttori. Un nuovo pannello strumenti, con un nitido schermo TFT da 5” inserito fra i quadranti principali, riporta le informazioni più importanti relative al veicolo quali la temperatura, il livello del carburante, i rapporti del cambio e la modalità del terrain response.
Non c’è più il freno di stazionamento manuale. Adesso è elettrico, ed intelligente: modula la forza frenante secondo la pendenza sulla quale il veicolo è parcheggiato. Il sistema è così evoluto da variare il proprio comportamento anche in base alla temperatura dei freni: se questi sono caldi, viene eseguito un controllo periodico per assicurarsi che la loro tenuta non diminuisca con il raffreddamento dei componenti.
Scompare anche la vecchia chiave di accensione. Per partire, il nuovo sistema di avviamento “passive start” elimina la necessità di inserire il telecomando nell’apposito supporto. Un’altra nuova caratteristica per il Freelander 2 è il climatizzatore a programmazione settimanale selezionabile dal touchscreen che permette di scaldare l’auto prima di salire a bordo.
Da questa generazione, i modelli Freelander non sono più identificati per motorizzazione ma secondo i livelli di allestimento. Il Freelander S, entry level della gamma, ha di serie i sedili in tessuto. La SE è valorizzata da particolari dettagli come le finiture lucide del contorno griglia, il sistema audio Meridian, gli inserti con finiture interne Black Element. Il top di gamma è la HSE, con interni di pelle pieno fiore e finiture di legno di serie.
Tra i motori interessante la novità sul fronte benzina. Il nuovo 2.0 4 cilindri 240 cv, accoppiato ad una trasmissione automatica a 6 rapporti, sostituisce il vecchio 6 cilindri e con un peso di 40 kg in meno rispetto al predecessore riesce ad avere consumi ed emissioni inquinanti più contenuti.
Quanto ai diesel, si continua ad avere l’imbarazzo della scelta fra due raffinati motori con cambio automatico o manuale: il TD4 2.2 da 150 cv e lo SD4 sempre 2.2 ma con 190 cv, entrambi con trazione integrale. L’unico motore disponibile con le 2 ruote motrici è l’eD4 2.2 litri da 150 cv, solo con cambio manuale a 6 marce.
Si diceva prima del prezzo base contenuto. Il Freelander 2 2WD versione S costa 26.900 euro; se poi andiamo al top di gamma, ovvero la versione HSE 4WD, il prezzo lievita a 44.710 euro. Non c’è dubbio che il prezzo d’attacco della 2 ruote motrici sia molto competitivo e, lasciandoci andare a qualche pronostico, forse il mix di vendita non si fermerà al 10%.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.