Torino,  Basta un solo aggettivo per descrivere l’ultimo nato in Casa Fiat: grande! Ducato, veicolo commerciale che affonda le proprie origini nel lontano 1981, giunge alla sua terza edizione e cambia le prospettive dei veicoli commerciali. Nato ancora una volta dalla felice lieson fra Fiat e Psa, il veicolo sarà messo sul mercato in giugno e verrà prodotto, ancora una volta, nello stabilimento dei “record” di Sevel. Grande dicevamo, come le aspettative che Fiat ha su di lui: nel 2005 sono stati 110.500 i Ducato venduti in Europa (senza contare che il mezzo in questione è stato per sette anni il veicolo più venduto della categoria), ma nel 2007 il Lingotto vuole arrivare addirittura 130.000 unità immatricolate con una quota di mercato che passerebbe così dal 16,1 al 17%. Nei Paesi extraeuropei (dove nel 2005 le vendite hanno toccato quota 6.500), invece, si vogliono raggiungere le 10.500 unità immatricolate e anche nel settore trasporto persone si attende una crescita notevole (il management la stima intorno alle 5.000 unità in più già nel 2007). Attualmente sono circa 800.000 i Ducato in circolazione e 7 clienti su 10 hanno riacquistato il veicolo per la loro attività, numeri questi che fanno capire come il traguardo del 20% di crescita appaia al Gruppo un obiettivo assolutamente alla portata. Per ottenere i risultati previsti tutte le linee dell’impianto di Sevel sono state migliorate e rinnovate, in particolar modo il settore verniciatura (importante nei veicoli commerciali dato che le loro scocche sono verniciate anche all’interno). Una dura battaglia, comunque, quella che si profila all’orizzonte di Fiat e che il management vuole vincere soprattutto servendosi della collaborazione della rete ufficiale dei concessionari. Ma le sfide non spaventano l’azienda torinese, come dimostra l’affermazione fatta durante la presentazione alla stampa del nuovo mezzo, avvenuta al Centro storico Fiat, dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne: “Senza coraggio non si va da nessuna parte e in Fiat il coraggio non manca di certo!”. La sfida di cui si sono fatte carico Fiat e Psa era, del resto, già di per sé stessa ambiziosa: realizzare un veicolo più grande che mantenesse lo stesso peso e al contempo donargli una maggiore capacità di carico abbinandola ad una guidabilità da autovettura. I due Gruppi non solo hanno ottenuto quanto prefissatosi, ma sono riusciti a contenere l’inevitabile aumento del prezzo attorno ad un modesto 7%, assolutamente giustificato dalle numerose migliorie apportate al veicolo. L’impronta è quella del centro stile Fiat che ha scelto una veste aggressiva e dinamica dalle linee filanti che richiamano alla mente quelle dei treni ad alta velocità dell’ultimo decennio. Il frontale ha una personalità forte, resa ancora più incisiva dai grandi proiettori “felini” posti più in alto del solito, in modo da evitare facili rotture in caso di piccoli urti. Il paraurti anteriore è diviso in tre parti distinte, soluzione adottata sia per garantire un più facile accesso al vano motore, sia per limitare i costi di riparazione in caso di piccoli incidenti. Lateralmente le forme sono pulite ed ampie, ideali per personalizzare il veicolo. Notevole il grande parabrezza anteriore, che grazie all’elevata inclinazione del montante consente di ottenere uno dei migliori Cx della categoria: 0,31, coefficiente praticamente da automobile. Ma il nuovo Ducato non è solo design: è soprattutto funzionalità. Crescono, quindi, le dimensioni con un aumento notevole della portata e della volumetria interna. Sono disponibili, infatti, versioni con Ptt fino a 4 tonnellate e portata fino a circa 2 tonnellate, oltre ai furgoni con volumetria utile che va da 8 a 17 metri cubi e lunghezza interna che supera i 4 metri. La distanza fra i passaruota è stata portata a 1,40 metri grazie ad ammortizzatori ribassati, mentre l’altezza interna raggiunge i 2,17 metri. Facendo un paragone con il suo predecessore si nota che la versione attuale accog