BARCELLONA – La Volkswagen Passat, che attualmente si sta pavoneggiando al Salone di Ginevra, ha effettuato in questi giorni il battesimo stradale in Spagna. Si tratta della sesta generazione e bisogna ammettere che siamo di fronte al suo più grande «salto evolutivo», non un solo bullone è uguale al passato. Tutto è nuovo, tutto sembra diverso, bisogna darne atto agli autori. E’ sparita la classica chiave un sistema di avviamento e di chiusura, mediante telecomando, assicura sia l’accensione del motore, grazie ad un apposito pulsante, sia l’apertura e la chiusura delle porte. E’ lunga 4,77 m (+ 62 mm), larga 1,82 (+ 74 mm) ed alta 1,47 (+ 10 mm), bagagliaio fino a 565 litri (+90 litri). Il design è potente e proiettato verso il futuro, frontale con radiatore cromato, luci inedite. Anche all’interno si apprezza la differenza in un ambiente fresco, elegante e leggero, con materiali di qualità e con una tecnica che mette sempre al centro chi siede al volante. Come extra, la regolazione automatica della distanza come quello già visto ed apprezzato sulla Phaeton, l’impianto viva voce con interfaccia bluetooth con il cellulare del guidatore che viene, di fatto, integrato nell’auto ma che può rimanere nella tasca, il sistema audio high end Dynaudio, climatizzazione bi-zona, doppi proiettori allo xeno. Uno dei segreti «vincenti» della Passat è il nuovo telaio che garantisce agilità, comfort e sicurezza di altissimo livello. La tecnologia di questo robusto telaio è stata perfezionata dall’Esp. Singolare l’impianto frenante con funzione «tergicristallo» integrata (significa che le pastiglie vengono leggermente accostate al disco a intervalli regolari, così da spazzare via la pellicola d’acqua che può formarsi quando si percorrono strade bagnate. C’è anche, di serie, un freno di stazionamento. elettronico e di riflesso è sparita la leva a tutto vantaggio dello spazio a vantaggio di un cassetto refrigerato, di vaschette, di porta bottiglie e porta lattine e di un ombrello per il guidatore per evitare docce indesiderate e arrivare asciutti in ufficio. Dopo Golf e Maggiolino, la Passat è la Volkswagen di maggiore successo. Sino a domenica sarà esposta al Salone di Ginevra. Cinque generazioni, 13 milioni di vendite nel mondo in 32 anni. Periodo in cui volavano i Caravelle e i DC9-30. Adesso con la sesta generazione, la Passat sfoggia un frontale che esprime il nuovo corso dell’azienda. In autunno arriverà la Variant, cioè la versione station wagon. Una vettura media vista con simpatia dalle piccole flotte, dalle aziende e da quei clienti che utilizzano la partita iva per scaricare, per la propria attività, questo mezzo di lavoro o di rappresentanza. Design che evoca l’aria di famiglia Volkswagen con calandra cromata e fari caratteristici. Anche dietro si apprezza l’ulteriore evoluzione. Nell’abitacolo plancia meno dispersiva. Al posto della chiave d’accensione c’è un trasmettitore che blocca e sblocca la chiusura centralizzata. S’inserisce in una sede alla destra del volante ed il motore si avvia premendo questo «aggeggio» (in presenza della keyless l’avviamento è con pulsante). Toccando le maniglie, il sistema riconosce l’autorizzazione d’accesso e la Passat si apre e può partire. Dapprima con il 2 litri turbodiesel da 140 cv, per apprezzare accelerazioni e riprese, insonorizzazione, comfort di marcia, tenuta di strada, frenata con un cambio manuale a cinque rapporti dai precisi innesti. Poi al volante del benzina 2 litri da 150 cv e trasmissione automatica. Fra le due quella a gasolio ha offerto un migliore repertorio. Fra gli optionals, regolazione della distanza (Acc), telefono viva voce con bluetooth, climatizzazione bi-zona, spia pneumatici anche autoportanti in caso di foratura. La Passat sarà in vendita in Italia nel week-end del 19-20 marzo con prezzi che partono dai 22.070 per la 1.6 benzina Trendline da 102 cv per arrivare ai 30.000 euro della 2.0 TDI 140 cv Highline DPF. Quattro i propulsori al lancio (1.6 FSI, 115 cv, 2 litri FS