Fiorano,  Un caleidoscopio d’immagini, una miscellanea di emozioni, una tachicardia spontanea. Una traccia indelebile che rimarrà scolpita nella memoria e che la si può paragonare a quando siamo scesi, anni addietro, da un volo a bordo del Concorde o a quando abbiamo osservato, a 12.000 metri d’altezza, di notte, alla fantastica formazione dei colori dell’Aurora boreale sulla rotta per Tokyo. Sensazioni forti, incredibili, uniche che lasciano un segno positivo, piacevole nelle fibre nervose, nella corteccia cerebrale. Dovunque la si guida, in pista, sul misto, in autostrada, la Ferrari 599 GTB Fiorano, l’ultimo «grido» spaziale di Maranello ti fa sentire un po’ Schumacher. E’ come la voleva il presidente Montezemolo, unica e inimitabile nel panorama motoristico mondiale. E’ la berlinetta 12 cilindri più prestazionale mai prodotta dal Cavallino. A disegnarla la prestigiosa matita di Pininfarina con uno stile che fa risaltare una impostazione scultorea con forme che ricalcano la sportività estrema. La sognano in tanti (l’attesa per la consegna si aggira, attualmente, su un anno e due mesi) e nonostante i prezzi siano eloquenti (215.300 euro per la versione con cambio manuale e 222.300 euro per quella col cambio F1), ma ne saranno prodotte 675 esemplari all’anno (otto settimane di lavoro prima di uscire dall’atelier modenese). Offre prestazioni maiuscole grazie al transfer tecnologico dalle monoposto di F1, assicurando, nel contempo, superiori standard di fruibilità, ergonomia e sicurezza. Racchiude, come in uno scrigno, i contenuti più raffinati, più innovativi e tecnologicamente evoluti applicati su una vettura 2 posti a motore centrale, con una sonorità del propulsore che è una autentica sinfonia. Fiorano, come la pista dove il marchio sviluppa i suoi gioielli da corsa e da strada, GTB, come Gran Turismo Berlinetta a ricordo di alcune delle più apprezzate berlinette del passato, 599 come la cilindrata del propulsore V12 diviso dieci. Performance di assoluto rilievo: 5.999 cc di cilindrata derivato dalla supercar Enzo Ferrari, 620 cv a 7.200 giri, rapporto peso potenza inferiore a 2,6 kg/cv, telaio e carrozzeria in alluminio, consumo di 21,3 litri x 100 km. L’Università del Dna Ferrari in termini di sportività e tecnologia. Accelera da 0 a 100 orari in 3″7 mentre da 0 a 200 orari impiega solo 11″, oltre 330 kmh. L’interno della vettura offre subito una sensazione di calore per l’orgia di pelle che avvolge chi entra nell’abitacolo. Mai stati così comodi dentro una Ferrari, con accesso senza l’inchino di rito e con tanto spazio per le gambe. Spiccano la qualità artigianale e la personalizzazione ma non mancano i materiali tecnologici come fibra di carbonio e alluminio. Contagiri centrale a fondo giallo o rosso, comandi in alluminio. La chiave è integrata con antifurto ed antisollevamento. La giriamo, è ora di muoversi, di aggredire l’asfalto. Il cambio F1-Superfast (integra i sistemi di stabilità, di trazione e delle sospensioni SCM che gestiscono lo smorzamento istantaneo rispetto alle condizioni della strada) enfatizza il carattere prestazionale della vettura ed è integrato con il «manettino» sul volante che consente di selezionare la migliore dinamica vettura (ma è possibile utilizzare la trasmissione anche in modo automatico. Si entra e si esce dalle curve (durante il test stradale in direzione dell’Abetone ma poi anche in autostrada) in modo impeccabile, frenata prontissima, accelerazioni e riprese da favola senza mai minimamente penalizzare il comfort di marcia. Poi due giri a fianco di un bravo allievo del capo collaudatore Benuzzi sulla pista di Fiorano, con la 599 GTB ubbidiente ai suoi perentori comandi col manettino, roba per palati fini sia nel curvone cieco che lungo il rettifilo principale, dove non si ha la percezione della velocità. Poi è toccato a noi imitare…. Schumacher. Una vettura che perdona tutto, incollata sull’asfalto, con accelerazioni mozzafiato e frenate da manuale in vista dei curvoni. Siamo su