Nissan X-Trail

Nissan X-Trail

Papingo (Grecia),  Un test lungo, impegnativo in Grecia ai confini con l’Albania su trazzere e su offroad che hanno messo in evidenza la validità della nuova generazione del Nissan X-Trail. Una fuoristrada che si è comportata con il massimo profitto fuori dall’asfalto, mettendosi in luce in ripide discese, in guadi, in pendenze notevoli. Si può stravolgere un look che ha ottenuto consensi dalla maggior parte della clientela? Certo che no. Ed al momento di rinfrescare l’X-Trail, gli stilisti Nissan si sono ben guardati dal farlo. Ed hanno fatto bene, aggiungiamo noi. Conserva la sagoma del modello attuale, con un taglio squadrato e la linea di cintura quasi orizzontale. Montante posteriore massiccio e fari sgranati. La coda, invece, ha un taglio decisamente più morbido. A crescere sono intelligentemente le dimensioni. Realizzata sul pianale della Qashqai, con sospensioni anteriori McPherson e posteriori multilink, la novità Nissan vede lunghezza e passo crescere rispettivamente di 175 e 5 mm, per un totale di 4.630 e 2.630 mm. Le differenze si notano a livello del bagagliaio finalmente con soglia di carico bassa e di un cassetto che fa da doppiofondo. L’altezza utile totale cresce di 127 mm, mentre il volume passa da 410 della prima edizione a 555 litri. Proprio l’arrivo della Qashqai, che strizza l’occhio a chi cerca un mezzo con una più spiccata vocazione stradale, permette di non rinunciare a una certa capacità fuoristradistisca. In pratica X-Trail è come se prendesse le distanze da Qashqai, quest’ultima più con abiti da asfalto cittadino che con la tuta da lavoro campagnola. Senza nulla togliere alle qualità stradali, la X-Trail si fa più muscolosa nell’off-road, grazie a un’evoluzione del sistema All-Mode 4×4 che diventa più efficace e muscoloso. Tra i fiori all’occhiello, il dispositivo di assistenza alla partenza in salita USS (Uphill Start Support) e il regolatore di velocità in discesa DDS (Downhill Drive Support). Il resto lo fanno angoli di attacco e di uscita di 26 e 23° e un’altezza minima da terra di 200 mm. Molte novità si segnalano anche nell’abitacolo, impreziosito da plastiche e rivestimenti di qualità superiore qualità sia alla vista che al tatto. La plancia non ha più la strumentazione al centro, ma in posizione classica, dietro il volante. Sopra la consolle c’è spazio per lo schermo del navigatore satellitare, offerto in opzione come pure fari allo xeno e barre al tetto con proiettori supplementari integrati. Di serie, climatizzatore, sistema Bluetooth e sei airbag. Quattro motori, due nuovi turbodiesel 2000 cc da 150 cv o da 173 cv, cambio manuale a sei marce ma sulla versione meno potente si può richiedere un automatico, sempre a sei rapporti. Sul fronte benzina, un due litri da 141cv e un 2.5 da 169 cv, quest’ultimo abbinato a un cambio CVT. In vendita da luglio a prezzi compresi fra i 28.100 euro del due litri benzina e i 37.050 del 2500 cc da 169 cv. Le richieste si concentreranno sul 2.0 turbodiesel da 150 cv che costa 30.300 euro. «Sono prezzi competitivi rispetto alla concorrenza – ha puntualizzato Giusppe Alesci, direttore della Comunicazione di Nissan Italia – e abbiamo già molti ordini in portafoglio di clienti che l’hanno prenotata in pratica a scatola chiusa». La pagella di Automotonews Design 8 ergonomia 8 posto guida 8 plancia e comandi 8 strumentazione 7,5 climatizzazione 8 visibilità 7,5 finitura 7,5 equipaggiamento 8 abitabilità 7,5 comfort 8 bagagliaio 8 motore 8 accelerazione 7,5 ripresa 7,5 cambio 8 sterzo 8 freni 9 tenuta di strada 8,5 stabilità 8,5 sicurezza attiva e passiva 8,5 consumo 7,5

NO COMMENTS

Leave a Reply